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lunedì, 27 Settembre 2021

Egitto: Abdel Fattah al Sisi eletto nuovo presidente

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Con una percentuale pari al 95,3% Abdel Fattah al Sisi è il nuovo presidente d’Egitto, l’ex generale e ministro della Difesa ha battuto il suo unico avversario Hamdine Sabbahi che si è fermato a meno del 5%.

Il sito del quotidiano al Ahram riferisce che secondo l’Alta Commissione elettorale l’affluenza non ha superato il 40%, con appena 21 milioni di votanti, si tratta ancora di dati ufficiosi infatti altre stime arrivano al 47%. L’astensionismo appare comunque molto alto e a poco è servito il prolungamento di 24 ore deciso proprio per portare il maggior numero di elettori alle urne, infatti all’inizio si sarebbe dovuto votare solo il 26 e il 27 maggio ma le autorità hanno prolungato la chiusura dei seggi a causa della scarsa affluenza. Non poche le proteste, a causa di questa decisione, contro l’attuale governo ad interim accusato di manipolare il voto. L’obiettivo principale era quello di tentare di superare il 51,85% di affluenza raggiunto alle elezioni del 2012 dal presidente dei Fratelli Musulmani.

Secondo alcuni analisti a pesare sul forte astensionismo sono stati gli appelli al boicottaggio da parte delle opposizioni, in primis i sostenitori dei Fratelli Musulmani. Adbel Fattah al Sisi è infatti uno dei generali che hanno deposto e arrestato Mohamed Morsi nel luglio del 2013. Per giustificare la sua azione al Sisi ha accusato Morsi di malgoverno e di voler islamizzare il paese, ha poi creato un governo ad interim e ha portato una repressione violenta contro i Fratelli. Dopo la sanguinosa repressione degli ultimi mesi, i Fratelli Musulmani e il partito dell’ex presidente hanno deciso di boicottare il voto, così come molti attivisti liberali e laici. Grazie al forte culto della personalità, al Sisi ha fatto però leva sul voto delle donne, ma non mancano i dubbi su quali soluzioni potrà adottare per risollevare la nazione gravata da un forte debito e dalla disoccupazione sopra il 13%. Nel corso della sua campagna elettorale l’ex generale ha martellato sui temi della stabilità e della sicurezza.

Per quanto riguarda la politica estera, le relazioni dell’Egitto con gli Stati Uniti sono ancorate agli interessi sulla sicurezza, dal trattato di pace con Israele agli sforzi comuni contro l’estremismo violento così come ha dichiarato Barack Obama, spiegando così la decisione di Washington di non tagliare la cooperazione con il nuovo governo del Cairo, ma assicurando che gli Usa possono fare e faranno insistentemente pressioni per le riforme che il popolo egiziano ha chiesto.

Il pugno duro nei confronti del terrorismo e gli jihadisti del Sinai, la repressione contro i Fratelli Musulmani lo hanno accreditato come il salvatore della patria negli ambienti non radicali, ma la bassa affluenza alle urne minaccia il mandato di al Sisi  e le organizzazioni per i diritti umani denunciano elezioni che di fatto si sono svolte in assenza di opposizione.   

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