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lunedì, 30 Gennaio 2023

Effetto Covid, il 25% di hotel e ristoranti chiuderà nel 2021

Secondo una studio effettuato da Confcommercio, nel 2021 si registrerà la perdita di un quarto delle imprese di ristorazione ed alberghiere. A soffrire anche il commercio a dettaglio che continua a registrare un forte calo.

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

A causa del Covid-19 per la prima volta nella storia dell’economia italiana degli ultimi 20 anni, nel 2021 si registrerà la perdita di circa un quarto delle imprese di ristorazione e alloggio (-25%). Effetto Covid, le strutture ricettive e i ristoranti sono tra i più colpiti dalla crisi. Il dato preoccupante emerge dallo studio “Demografia d’impresa nelle città italiane” effettuato da Confcommercio. Lo studio registra anche un forte calo del commercio al dettaglio (-17%).

Questo calo è evidente soprattutto nei centri storici dei 110 capoluoghi di provincia italiani e su almeno 10 cittadine di media grandezza. Il commercio elettronico, che vale più di 30 miliardi in Italia, subirà delle perdite nel 2021. Già nel 2020 ha subito un calo del 2,6%. Mentre si rafforza il commercio dei beni alimentari, che registra un + 31%. A rafforzarsi ulteriormente il commercio di farmaci e di prodotti per la cura della persona (+19,7%).

Nel 2021 avremo dunque città con meno negozi, meno strutture ricettive, meno ristoranti, ma con più farmacie e negozi di generi alimentari. Le nostre città cambieranno radicalmente. Il rischio evidente è che i nostri centri storici cambino. “Questo significa minore qualità della vita dei residenti e minore appeal turistico”, aggiunge l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio.

Il processo di desertificazione commerciale, cominciato già nel 2012, sta seguendo il suo corso a pieno ritmo. Dal 2012 al 2020 nelle città italiane sono già sparite complessivamente più di 77mila attività di commercio al dettaglio (-14%) e più di 14mila imprese di commercio ambulante (-14,8%). Un altro dato preoccupante è l’aumento delle imprese straniere, rispetto a quelle detenute da italiani. Il Sud sembra mostrare una perdita più evidente sul commercio, ma mostra anche una maggiore crescita per strutture ricettive e ristoranti.

Mentre le farmacie e il commercio di generi alimentari sono in aumento, gli altri settori merceologici sembrano in forte discesa. Nel 2020 il settore dell’abbigliamento ha registrato un -17%. Inoltre il commercio di libri e giocattoli risentono di una forte crisi, registrando un – 25,3%. Ancora in forte calo il commercio di mobili e arredi (-27,1%) e le pompe di benzina (-33%). L’effetto del Covid-19, una grossa crisi economica, non sta facendo altro che accrescere in maniera rapidissima il forte calo che stavano vivendo alcuni settori già negli ultimi anni.

 

 

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