25.8 C
Napoli
giovedì, 7 Luglio 2022

Ebrei, zingari e il triangolo rosa: il 25 aprile

Da non perdere

Infinite le iniziative della giornata per ricordare quello che per la storia d’Italia rappresenta il momento di una svolta epocale: con l’annuncio, dato in radio alle 8 del mattino il 25 aprile del 1945, si comunicava l’insurrezione generale ordinata dal Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia e la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti.

Venti anni di dittatura fascista furono quelli precedenti a questa data, di destini spinti alla morte con l’intento di propagare l’ideale di razza Ariana. Un’aberrante aspirazione che scisse l’umanità secondo l’unica ragione di purificare la società tedesca. Solo grazie all’impegno delle associazioni LGBT sappiamo che furono gli omosessuali, dopo gli ebrei e gli zingari, a essere il terzo gruppo dei perseguitati: tra il 1933 e il 1945 si contano 100mila omosessuali arrestati e tra questi 15mila internati nei campi di concentramento e solo 4mila sopravvissuti. Numeri gridati dall’orgoglio e silenziati dall’imbarazzo che oggi, ancora, tocca la morale di molti. Un freno inaccettabile dinnanzi ai martiri di questo genocidio, vittime della follia hitleriana e di una “volontà di non cancellare” finora l’irragionevole idea di “perversione” di quel triangolo rosa cucito su tutte le giacche degli omosessuali.

Cominciò nel 1933 la deportazione nei campi di concentramento. Nel 1934 la Gestapo fece richiesta a tutti i dipartimenti di polizia di compilare un elenco di persone notoriamente omosessuali. Dopo due anni il ministro Himmler prese pubblicamente una posizione contro il pericolo omosessuale e nacque il Dipartimento di Sicurezza Federale contro l’aborto e l’omosessualità, e sempre secondo il ministro fu addirittura resa “necessaria l’eliminazione degli omosessuali”. In Italia invece dal 1936 le autorità fasciste punirono con il semplice confino la “devianza sessuale”.

Pochi i monumenti in Europa alla memoria intorno ai quali oggi si riunirà il popolo LGBT, alcuni dei quali hanno subito una forte resistenza per le necessarie autorizzazioni: una targa di marmo rosa commemora le vittime omosessuali del nazismo nel campo di concentramento di Dachau; l’Homomonument ad Amsterdam; il triangolo rosa in Villa Cassarini a Bologna; un grande triangolo rovesciato di granito nero e un’incisione color rosa a Barcellona.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli