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lunedì, 30 Gennaio 2023

Ebola, il virus arriva in Europa

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

L’ebola, il pericoloso virus che provoca nel giro di poco tempo la morte di chi ne viene colpito sembra aver raggiunto anche l’Europa attraverso il missionario spagnolo, Miguel Pajares di 75 anni che si era recato in Liberia per assistere i malati ma rimanendone poi lui stesso contagiato. Il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin ha però precisato che la sicurezza sarà garantita e che il paziente verrà ricoverato all’ospedale Carlo III di Madrid dove sono trattate patologie di questo genere.

Nelle scorse settimane erano stati contagiati anche il medico americano, Kent Brantly e la volontaria, Nancy Writebol ma il farmaco sperimentale somministrato loro ne ha permesso un lieve miglioramento. Ciò ha quindi incentivato gli scienziati a insistere per estendere l’utilizzo di questo siero anche alla popolazione dell’Africa occidentale dove il numero dei decessi è in continuo aumento. Tra i principali esperti nonché studiosi del virus ebola figura, Peter Piot che si è appellato all’Organizzazione Mondiale della Sanità per permettere una sperimentazione sul campo in modo da tutelare anche i lavoratori che esercitano nelle zone segnalate come ad alto rischio contagio. Il farmaco ancora in via di sperimentazione e mai utilizzato finora sull’uomo, si chiamerebbe: ZMapp e sarebbe costituito da anticorpi monoclonali che si legano a proteine presenti sulla superficie del virus ebola. Al momento il siero avrebbe avuto risultati soddisfacenti solo sulle scimmie affette dal virus ma solo se somministrato entro le prime 48 ore dal contagio. I rappresentanti dell’oms hanno deciso di riunirsi nella sede di Ginevra per decidere se ritenere o meno l’attuale situazione africana un’emergenza mondiale, ma nel frattempo l’Italia e nello specifico il Veneto ha deciso di attivarsi e istituire misure preventive per difendersi dall’epidemia. A questo scopo sono stati rafforzati i controlli presso gli aeroporti e porti delle varie regioni per evitare il più possibile l’entrata nel Paese di clandestini che potrebbero aver contratto il virus. Il presidente del Veneto, Luca Zaia ha precisato: “Nessuno ha la certezza che l’ebola non giunga anche in Italia, per cui finché non cesserà lo stato d’emergenza la nostra regione manterrà l’allerta sanitaria”.

Il virus di cui ancora oggi non si conosce una cura inizia a spaventare anche oltre i confini africani e nuovi casi di contagio sono stati riscontrati nelle ultime ore in due persone statunitensi da poco rientrate dai rispettivi viaggi in Africa occidentale. Il presidente americano, Barack Obama ha precisato che il mondo si sta mobilitando per aiutare i Paesi in difficoltà e per infondere speranza e fede nelle famiglie delle persone colpite da questo male.

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