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lunedì, 6 Febbraio 2023

“E’ cos e niente!” due atti unici diretti da Davide Montuori

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Raffaella Ambrosanio
Redattrice del XXI Secolo, universitaria ed innamorata della comunicazione in tutte le sue forme. Coltiva tante passioni, ama viaggiare mantenendo le proprie radici ben salde al suolo e sogna l'America.

Davide Montuori, pittore, musicista, scenografo, attore e regista. A lui è affidata la direzione della compagnia teatrale “I figli di Bacco” che debutteranno questa sera con la prima di “E’ cos’e nient” di Eduardo De Filippo presso l’associazione socio-culturale “Centro Cardito”.

Davide Montuori, pittore e attore, ritorna sul palco come regista, dirigendo la compagnia “I figli di Bacco”.  Come nasce l’idea di questo teatro ‘sociale’?

«A tre giorni prima, devo dire che il dubbio viene anche a me –ride-. L’idea nasce dall’esigenza di portare qualcosa di nuovo. Diciamo che il teatro è uno strumento, un canale attraverso il quale i ragazzi potessero poi riuscire a comunicare, a rapportarsi con il mondo esterno. Io non faccio altro che guidarli, indicare loro la direzione giusta per poi essere in grado di esprimere anche la più piccola delle emozioni. Questo però non significa che il teatro sia solo comunicazione. Attraverso quest’esperienza loro sono riusciti ad avere una giusta concezione anche del tempo. A teatro si deve precisi, puntuali. Spesso se una battuta non è detta nel momento giusto, non funziona più. Devo dire che quest’esperienza è stata davvero utile, li ha fatti crescere, maturare».

“È cos’e niente”, commedia del grande maestro Eduardo De Filippo. Quanto è stato difficile scegliere il copione?

«Bella domanda questa. Partiamo dal dire che “E’ cos’e niente” raccoglie sotto questo titolo due commedie di Eduardo De Filippo, “amicizia” e “pericolosamente”. Diciamo che mi serviva un copione che riuscisse a coinvolgere un ristretto numero di personaggi. Io sono un elemento nuovo all’interno dell’associazione Centro Cardito e quindi dall’inizio loro dovevano fidarsi di me come regista senza riserve. I ragazzi sapevano soltanto che si sarebbe fatto teatro. Erano davvero all’oscuro di tutto. Pensa che l’idea principale fosse quella di mettere in scena solo il primo atto, ossia “amicizia”, proprio perché avevo due attori e un’attrice. Il copione gli calzava a pennello!  Inoltre il copione è stato scelto anche in base al linguaggio usato. Tutti i personaggi parlano un napoletano antico, con termini e suoni di un tempo. Abbiamo personaggi come il procaccia, la maestrina comunale, insomma ruoli che loro non conoscono e che ho lasciato volutamente».

Dopo mesi, giorni di prove, quali sono le paure di un regista a pochi giorni della prima?

«A tre giorni le paure sono tantissime. Le preoccupazioni vanno dai dettagli più futili come la giusta posizione di una puntina da disegno, fino a curarti del cuore tuo, perché non ti deve scoppiare».

Quali sono invece le difficoltà iniziali che ha dovuto superare?

«La paura iniziale è stata soprattutto riuscire a conquistare la loro fiducia. Ora a prescindere dalla resa finale, chiaramente uno deve far fronte a tutte le responsabilità. Per me quella più grande è stata quella di guidarli con fiducia. Anche perché loro dovevano vedere in me non una figura autoritaria, un capo, ma una sorta di team leder, un attore come loro solo con maggior esperienza».

Ci potrebbe dare un piccolo assaggio della commedia?

«Posso svelare un po’ di scaletta, questo sì. Ci sarà un’apertura certamente più originale. Non andiamo direttamente in scena, ma l’intero atto sarà aperto da Antonio Imperioso che, approfittando ancora di Eduardo, interpreterà “E’ cosa ‘e niente”, un estratto da “Peppino Girella”. Anche il secondo atto sarà aperto da Antonio che interpreterà una poesia di Fabiana Montuori, “Gesù e il buon ladrone”, che è in linea con l’intero spettacolo nonostante il titolo. Fabiana Montuori, in questa poesia, esprime davvero un concetto molto profondo, ossia il legame che unisce queste due persone, due figure apparentemente distanti.  Io spero davvero che questo senso di unità vada a colpire i cuori di tutti, sia degli attori sia degli spettatori».

Pittore, musicista, attore e regista. Davvero un CV di tutto rispetto. Qual è il consiglio, l’augurio che Davide Montuori da giovani registi?

«Il primo suggerimento che do è sicuramente quello di mettere in chiaro che nel teatro non c’è democrazia. Quello che è scelto dal regista, nel bene e nel male, si porta avanti. È ovvio che il regista debba sempre appellarsi alla sensibilità dell’attore. L’importante è sempre portare l’attore, con tutto se stesso, sul palco e non viceversa. Il regista non deve mai sostituirsi all’attore. Infine direi che l’importante è crederci. Il teatro è fatica, essere giovani lo rende forse più difficile, ma credere in se stessi e nei propri sogni rende tutto più semplice. Suona come una frase fatta e me ne assumo tutte le responsabilità, ma il segreto sta tutto in un verbo: credere».

Questa sera alle ore 20:30, presso l’associazione socio-culturale “Centro Cardito”, gli attori Angelica Caputo, Giuseppe Iazzetta, Sebastiano Florio, Michele Pace e Luisa Crispino, debutteranno con “E’ cos e niente” diretta da Davide Montuori, con l’amichevole partecipazione di Antonio Imperioso.

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Davide Montuori

 

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