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venerdì, 27 Maggio 2022

Dylan Dog cambia pelle. Breve cronaca della nuova vita dell’Indagatore dell’Incubo

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Andrea Tarallo
Collaboratore XXI Secolo. Laureato in “Scienze Storiche” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sulla storia politica e economica dell’Argentina tra XX e XXI secolo

“Le cose cambiano. Tutto si trasforma. Anche per quell’eterno vecchio ragazzo di Dylan Dog” scrive Roberto Recchioni – sceneggiatore e disegnatore romano classe 1974 – nella prefazione all’albo n. 325 della serie regolare intitolato molto emblematicamente Una nuova vita.

Una rivoluzione che non giunge però inattesa per i lettori dylaniati. Già nell’albo precedente, sempre dalle colonne della pagina di prefazione, era stato infatti annunciato loro direttamente da Tiziano Sclavi – il padre dell’Indagatore dell’Incubo – che il loro beniamino si sarebbe rinnovato. Conscio del fatto che trenta giorni sono decisamente troppo pochi per accettare e metabolizzare un cambio epocale, il triumvirato bonelliano Sclavi – Recchioni – Busatta ha voluto concedere 12 mesi per abituarsi all’idea che anche Dylan Dog si è evoluto nel corso degli anni, da quell’ormai lontano 26 settembre 1986 in cui fece la sua comparsa nelle edicole. Dal settembre 2014 al settembre 2015, dall’albo n. 325 all’albo n. 336, è stato quindi offerto all’affezionato quanto sterminato pubblico del secondo fumetto più venduto d’Italia – secondo solo a Tex – quello che c’era già in cantiere – riveduto e corretto – prima di quella che è a tutti gli effetti una nuova fase della vita dell’inquilino del n. 7 di Craven Road.

Dopo un fantascientifico quanto terrificante viaggio a colori nello Spazio profondo (albo n. 337) nell’anno 2427 tra le stelle di frontiera dell’Impero di Albione offerto dal duo Recchioni – Mari, ad attendere i lettori sulla non più rassicurante Terra è stata la notizia che assolutamente nessuno si aspettava mai di trovarsi un giorno a dover commentare: l’Ispettore Bloch va in pensione! “D’ora in poi, Bloch non sarà più a Scotland Yard a insultare Jenkins. Non dovrà più sottostare alle angherie del Soprintendente. Non prenderà più antiemetici per sopportare l’orrore! – afferma malinconicamente anche lo stesso Recchioni nel Dylan Dog Horror Club di Mai più, Ispettore Bloch! – albo n. 338. E’ inutile negarlo, è stato uno shock anche per me che vi scrivo; per me che sono un dylandogofilo della seconda e non della prima ora, solo per una questione anagrafica! Il pensionamento del buon vecchio Bloch è stato il primo forte squillo di tromba che ha destato tutti i lettori dal mondo di sogno in cui si erano avventurati ai primi d’autunno dell’86; costringendoli contro la loro volontà a ricordare che il tempo passa inesorabile per tutti. Anche per Dylan Dog!

21 secolo Andrea Tarallo Dylan Dog cambia pelle

L’inizio del nuovo corso per il bel tenebroso in camicia rossa, giacca nera, jeans Levi’s e scarpe Clarks non è certamente dei migliori. Con Londra messa a ferro e fuoco e L’anarchia nel Regno Unito (albo n. 339) provocata da John Malloy e dai suoi New Slaves Riot, l’Indagatore dell’Incubo viene arrestato dal nuovo Ispettore Capo di Scotland Yard, Tyron Carpenter, con le accuse di: possesso illegale e utilizzo di contrassegni in dotazione alle forze dell’ordine, millantato credito, circonvenzione di incapaci e truffa aggravata. Tornato temporaneamente in libertà a causa del precipitare della situazione, con l’aiuto del suo infallibile quinto senso e mezzo Dylan Dog riesce a riportare la calma in città; gettando però non poco scompiglio nell’algido cuore del giovane sergente Rania Rakim. A far tirare nuovamente il fiato all’Old Boy e ai suoi lettori ci pensa Benvenuti a Wickedford (albo n. 340): una tutt’altro che tranquilla scampagnata nella cittadina nella quale si è trasferito Bloch per godersi la sua tanto agognata pensione.

Riposato ma non troppo, di rientro a Londra Dylan Dog finisce per conoscere quello che secondo le anticipazioni trapelate dalla Sergio Bonelli Editore si rivelerà essere il suo nuovo antagonista. Un personaggio enigmatico, Al servizio del Caos (albo n. 341), che si presenta con le seguenti parole: “Una farfalla batte le ali all’equatore e scatena un uragano dall’altra parte del mondo. Il mio nome è John Ghost… e sono quello che costringe la farfalla a battere le ali”. Autocelebrazioni a parte, di lui si sa ben poco per il momento. Dalla bocca di Elizabeth Moon, sua collaboratrice, si apprende che è nato a Johannesburg nel 1981, che fu abbandonato dalla madre davanti alla porta del convento delle suore del Sacro Cuore e che all’età di 11 anni è scappato dall’orfanotrofio. I dieci anni che precedono la sua improvvisa comparsa a Londra quale fondatore della Ghost Enterprise sono invece completamente avvolti nel buio. Per sapere qualcosa in più sul suo conto bisognerà però aspettare almeno l’albo n. 344; perché sia il n. 342 Il cuore degli uomini che il n. 343 Nel fumo della battaglia si “limitano” a indagare nelle pieghe più profonde dell’animo dall’eroe con le fattezze di Rupert Everett; sintomo che qualcosa è in atto anche nella persona di Dylan Dog.

Finora il nuovo corso ha raccolto pareri discordi tra i lettori. Non tutti pare abbiano apprezzato le novità introdotte in quello che a tutti gli effetti aveva finito per strutturarsi come il mondo cristallizzato ed atemporale dell’Indagatore dell’Incubo. Ma ventotto anni sulla cresta dell’onda parlano da soli. Le mode vanno e vengono, Dylan Dog resta!

21 secolo Andrea Tarallo Dylan Dog cambia pelle

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