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venerdì, 19 Agosto 2022

Il Duomo: nel cuore di Napoli

Imponente struttura gotica

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Cenni storici:
Nella parte storica greco-romana della città di Napoli si erge il Duomo, collocato sul lato est della via che prende proprio il nome di via Duomo. In quel luogo si ha l’intreccio dei decumani che dividono la città in quattro parti: il decumano superiore, via Anticaglia, il decumano inferiore e via dei Tribunali. Non a caso in età medievale la zona dove sorge la struttura ecclesiastica era chiamata Platea Summae (letteralmente dal latino classico Piazza in alto), per indicare il luogo riservato alla parte elitaria della città, dove appunto sorgevano gli edifici più importanti. E’ una basilica monumentale poco conosciuta come cattedrale di Santa Maria Assunta, ma molto nota per la presenza della statua del patrono della città San Gennaro e le sue reliquie. Nel 1294 Carlo D’Angiò (o addirittura Carlo I) ordinò la costruzione dell’edificio che probabilmente completo suo figlio Roberto il Saggio. L’elemento all’occhiello è proprio lo stile artistico che va dal gotico puro trecentesco al neogotico dell’Ottocento. L’edificio esternamente è racchiuso in una piazzetta contornata di portici e ai due lati si affiancano ad esso altri due edifici di culto. Questi noti come la basilica di Santa Restituta importantissima per il battistero di San Giovanni in Fonte più antico dell’Europa Occidentale, che si dice essere un tempio pagano. Anticamente era adiacente anche un’altra basilica conosciuta come la Stefania che fu poi demolita completamente. Un edificio presente ancora oggi sempre lateralmente è la reale cappella del Tesoro di San Gennaro innalzata nel 1526 da Francesco Grimaldi in seguito alla terribile pestilenza e dal voto fatto dai fedeli al Santo. Questa cappella in tempi più remoti era una cripta dell’edificio noto come cappella del Succorpo. A causa dei frequenti terremoti, la struttura ha subito numerosi rifacimenti, infatti a seguito del terremoto del 1349 l’intera facciata andò perduta ad eccezione di pochi frammenti che rimangono ancora oggi. La facciata del Duomo misura un’altezza di 50 metri e presenta tre portali, uno centrale che presiede la navata principale e due laterali che presiedono le due navate minori, ai cui lati sono collocate le cappelle absidali dedicate ai santi. La porta che si trova a destra veniva aperta soltanto in occasione dei giorni festivi dedicati a San Gennaro. La pianta si presenta a croce latina con profondità di circa 100 metri, un modello che era di tendenza nel Medioevo per la costruzione di edifici del genere. Le navate sono divise da pilastri che contano 110 colonne di granito orientale e africano. Per quanto riguarda il soffitto, originariamente era in capriate lignee, ma nel 1621 il cardinale Decio Carafa modificò la struttura in cassettoni, che si conserva ancora oggi. Altri rinnovamenti avvennero nel 1732 e nel XIX secolo, per riportare il Duomo all’antica bellezza gotica, ma il tentativo fallì.
Tradizioni:
All’interno del Duomo, la preziosità dell’edificio sta tutta nell’ “Imbusto”, uno splendore gotico concentrato nel busto reliquiario, al cui interno ci sono il cranio e l’ampolla con il sangue di San Gennaro. Le ampolle con il sangue vengono esposte in tre giorni dell’anno e negli otto giorni successivi: il sabato precedente la prima domenica del mese di maggio, il 19 settembre, giorno dedicato al Santo Patrono e il 16 dicembre. In questi giorni avviene il miracolo, la liquefazione del sangue contenuto nelle ampolle a cui segue l’acclamazione del popolo. La prima volta il fenomeno avvenne il 17 agosto del 1389, ma ci sono fonti che attestano l’accaduto già ai tempi di Costantino I, quando il vescovo Severo ordinò che le spoglie venissero deposte dall’Agro Marciano e portate a Napoli. Fu in questa fase che una nutrice di nome Eusebia, durante il tragitto notò che il sangue contenuto nel cranio si stava sciogliendo e lo raccolse con delle ampolle. Oggi due di queste ampolle sono custodite nella cassaforte che si trova dietro l’altare nella cappella del Tesoro di San Gennaro, di cui una semivuota poiché il contenuto fu sottratto da re Carlo, della dinastia Borbone, che lo portò con sé in Spagna. La terza si trova nel complesso Monumentale Vincenziano, nel Borgo dei Vergini, collocato all’inizio del quartiere Sanità di Napoli. L’esposizione delle ampolle e ancor di più la liquefazione del sangue contenuto all’interno è un momento forte, davvero intenso per tutti i cittadini di Napoli, poiché la liquefazione è considerata come segno di buoni auspici, mentre il mancato miracolo prevedrebbe cattivi presagi. Anche se una rondine non fa primavera, nella maggior parte dei casi è accaduto così, ad esempio nel 1980 il miracolo non avvenne e ne fu considerata conseguenza il terremoto verificatosi nel mese di novembre, un evento a dir poco disastroso.

Per i cittadini di Napoli il Duomo riveste un’importantissima funzione di riconoscimento che va oltre l’essere cattolici o meno, è un segno di appartenenza che si fa sentire e che scuote l’animo di ognuno dei singoli abitanti. E’ la tradizione, il segno del legame con la propria terra e con tutte le difficoltà, anche quelle volute dalla natura, che da sempre si è trovata a dover fronteggiare a denti stretti, stimolando una certa tenacia. Per alcuni credenza, per altri religione, per altri tradizione, per altri ancora qualcosa che fa riflettere e ti lascia a bocca aperta, la storia del miracolo di San Gennaro è qualcosa di metafisico che ancora oggi non trova risposta, ma attrae.

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