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giovedì, 20 Gennaio 2022

Duecento anni di Fedor Mikhailovic Dostoevskij

È contemplato tra i più grandi scrittori di tutti i tempi. La sua eredità sono delle vere e proprie pietre miliari della letteratura ottocentesca. “Delitto e castigo”, “Le notti bianche”, "La mite" sono solo alcune tra i capolavori più famosi.

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Lo scrittore russo Fedor Mikhailovic Dostoevskij è nato a Mosca l’11 Novembre 1821.

Il padre, Michail Andreevic Michajl Andrevic Dostoevskij, di origini lituane, era un medico eccentrico e dal carattere stravagante, nonché una personalità dispotica. Il clima in cui educherà i figli sarà un clima notevolmente autoritario.

Nel 1828 il padre di Dostoevskij si iscrisse assieme ai figli nel “libro d’oro” della nobiltà moscovita.

La madre, Marija Fedorovna Necaeva, proveniva da una famiglia di mercanti e morì nel 1837 a causa della tisi. In quel periodo Fedor fu iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, pur non avendo alcuna attitudine o predisposizione per la carriera militare.

Con il suo temperamento allegro e semplice, la madre di Fedor educò, fino al giorno della morte, i figli all’amore per la musica e la lettura, ed alla fede.

Nel 1839 Dostoevskij senior, che si era dato all’alcol e  maltrattava i contadini che lavoravano per lui, venne assassinato. Probabilmente venne ucciso proprio da questi ultimi.

Il 12 agosto 1843, Dostoevskij si diploma, ma già nell’agosto 1844 dà le dimissioni, abbandona il servizio militare e rinuncia alla carriera che il titolo gli offriva.

Gli interessi di Fedor sono tutti rivolti alla letteratura e, i pochi soldi che possedeva, provenivano dai suoi lavori di traduzione dal francese.

Combattendo strenuamente contro povertà e la salute cagionevole, iniziò a scrivere il suo primo romanzo “Povera gente”, venuto alla luce nel 1846.

Nello stesso periodo fece la conoscenza di Michail Petrasevkij, sostenitore del socialismo utopistico di Fourier.

Nel 1847 si manifestano i primi attacchi epilettici, di cui Fedor soffrirà per tutto il corso dea sua vita.

Dostoevskij iniziò poi a frequentare i circoli rivoluzionari: il 23 Aprile del 1849 venne arrestato con l’accusa di partecipazione a società segreta con scopi sovversivi e condannato alla pena capitale tramite fucilazione ma, tuttavia, il 19 dicembre dello stesso anno, lo Zar Nicola I commutò la condanna a morte in lavori forzati da svolgere a tempo indeterminato.

Dostoevskij parte così per la Siberia, la cui dura esperienza lo segnerà fisicamente e mentalmente.

Al termine della pena, viene mandato a Semipalatinsk, in qualità di soldato semplice. Dopo la morte dello zar Nicola I diventerà ufficiale.

Qui conosce Marija, la moglie di un compagno e per cui Fedor perde la testa e si innamora. La sposerà nel 1857, quando questa rimase vedova.

Per motivi di salute nel 1859 Dostoevskij viene congedato e si trasferisce a Pietroburgo. Qui riprenderà la sua intensa attività letteraria.

Fedor Dostoevskij morì il 28 gennaio 1881 a causa del peggioramento dell’enfisema polmonare di cui era affetto. La sua sepoltura avvenne nel convento di Aleksandr Nevskij.

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