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giovedì, 7 Luglio 2022

Droni biodegradabili

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La NASA ha sviluppato il primo drone biodegradabile, che nasce dall’idea di un gruppo di studenti universitari molto ingegnosi, della cui coordinazione si è interessata l’esperta di biologia di sintesi dell’Agenzia Spaziale Americana, Lynn Rothschild. Tra gli studenti impegnati in questo progetto, uno in particolare ha creato una start up dal nome Evocative Design, che sostanzialmente produce quello che è l’ingrediente principale del bio-drone: stiamo parlando della massa miceliare, che prende forma allorché il micelio, da cui nascono i funghi, viene riposto in uno stampo, nel caso specifico nella forma della struttura di un drone.

La procedura che crea il drone continua con un aumento di calore che ne arresta lo sviluppo, garantendo così il mantenimento della forma, che viene potenziata con un rivestimento di bioplastica, a sua volta prodotta da batteri: successivamente il drone viene ricoperto da proteine ottenute dalla saliva della vespa, mediante un processo di clonazione, conferendo allo stesso una resistenza maggiore in volo, essendo tale saliva adoperata da questi insetti per rendere impermeabili i loro nidi. Tutto ciò che concerne il rotore, batterie e sistema di controllo, per ora sono quelli classici, ossia comunemente usati per altri droni, ma in altri gruppi di ricerca si sta lavorando per rendere tali essenziali componenti biodegradabili.

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