Dormio, a cosa serve questo dispositivo? Ecco il nuovo guanto sperimentale, capace di influenzare, dirigere e programmare i sogni

Dormio

Quanto è fondamentale dormire? Quanto è importante per voi? In particolare, per gli amanti del sonno, quante volte vi è capitato di compiere sogni incredibili? Precipitare giù da un grattacielo, volare come puntini nel cielo, possedere ciò che si desidera. Ah, e proprio a proposito dei sogni, esiste “Dormio“, il dispositivo sperimentale in grado di influenzare la nostra fase onirica e renderci attivi e produttivi, anche durante il sonno.

Se ciascun giorno, dormissimo il tempo necessario, ritenuto dagli esperti indispensabile, cioè otto ore, trascorreremmo, immersi nell’universo dei sogni, circa un terzo di tutta la nostra esistenza. Almeno in Italia, l’aspettativa di vita si aggira intorno agli 84 anni, dovremmo, dunque, trascorrerne 28 soltanto a dormire. Chi non oserebbe azzardare dicendo che tutto questo tempo è considerato perso. Ma la realtà è ben diversa, perché dormire è più che utile. Senza dubbio, il sonno concede di recuperare le energie consumate, ma non solo; quando si dorme, infatti, si sogna e perciò si svolge un’attività indispensabile per il benessere mentale.

Ma cosa sono realmente i sogni? Sono diverse le idee e i pensieri riguardo queste inverosimili visioni: secondo Freud, i sogni consentono di trasformare in “realtà” i desideri e volontà più occultate, eclissate in ogni angolo della mente umana. Alcuni sostengono che ci preparino ad affrontare nuove ed insolite situazioni; altri, invece, ritengono che aiutino a stabilire determinati ricordi ed a produrre emozioni, esperienze, ma anche traumi. Dormire e sognare, due atti connessi tra loro, entrambi essenziali, tutt’altro che uno spreco di tempo!

Eppure, nella società odierna, si tende sempre a sminuire il sonno, preferendo concentrarsi su altro: ciò lo dimostra il fatto che si dorme sempre di meno. Delle analisi approfondite di uno studio, condotto negli Stati Uniti nel 1942, sottolineano che gli individui che dormivano cinque ore a notte, o addirittura di meno, rappresentavano il 3% della popolazione; al giorno d’oggi, la percentuale è salita al 14%.

Nel complesso, l’84% della popolazione statunitense dormiva all’epoca sette ore o più, oggi è il 59%. Le cifre sono molto simili anche sul territorio italiano. Sono numerose le cause della diminuzione del sonno, d’altronde sono sempre le medesime: in alcuni casi, sono eccessive le ore che si dedicano al lavoro, a volte anche dopo cena, si portano a letto degli schermi che stimolano troppo i neuroni, le vite che si trascorrono turbano i pensieri comuni.

Produttività e malleabilità, richiesti dal mondo del lavoro, si azzuffano con le necessità fisiche di dormire otto ore al giorno. Si può anche strappare qualche tempo al sonno, ma come si fa a trovare un equilibro? È qui che entra sul “terreno di gioco” la tecnologia, attraverso l’utilizzo di dispositivi sperimentali, i quali permettono di monitorare differenti fasi del sonno e anche dei sogni per rendere ciascuna persona più “produttiva” al risveglio. Un gruppo di scienziati, provenienti da Harvard e Boston College, tenterà di raggiungere questo fine, con la progettazione di uno strumento, denominato “Dormio“, capace di suggerire i temi protagonisti dei sogni altrui.

Questo dispositivo è in grado di infilarsi furtivamente nella fase del sonno chiamata “stato ipnagogico“: quella precedente a quella Rem e che è costituita dalla transizione della veglia al sonno. Sfruttando le caratteristiche di questa fase del sonno, i ricercatori sono riusciti a consigliare i temi che i partecipanti dell’esperimento avrebbero effettivamente sognato, in un processo denominato “incubazione mirata di sogni“.

All’inizio dell’esperimento, Dormio ha suggerito a tutti i partecipanti di “pensare ad un albero“. Lo strumento ha, poi, misurato i segnali, i quali indicavano se gli individui si stessero addormentando, per poi suggerire ciclicamente, durante lo stato ipnagogico, di pensare ad un albero. Di volta in volta, il dispositivo si è anche curato di svegliare i partecipanti, domandando loro di descrivere immediatamente cosa stessero immaginando, per valutare se il suggerimento dell’albero fosse stato preso in considerazione.

Il 67% circa degli individui, a cui è stato spesso consigliato di ragionare su un albero, l’ha veramente sognato, mentre i partecipanti, a cui è stato suggerito una sola volta, l’hanno sognato solo nel 3% dei casi.  E l’obiettivo di uno strumento sperimentale, proprio come Dormio, è di far divenire produttiva anche la fase del sogno. Comunque, al di là di ciò che si potrebbe pensare, riguardo una società come quella odierna, autore di creazioni in grado di mettere i sogni al servizio della produttività, c’è anche un aspetto differente da questo: è quando i sogni sono indipendenti che possono influire in modo maggiore sulla nostra immaginazione.

Non solo Shelley e Dalì, addirittura il fondatore di Google, Larry Page, ha narrato di essere stato condizionato da un sogno, nella concezione della sua rivoluzionaria operazione matematica. Che il mondo onirico stimoli la nostra creatività, non è assolutamente una novità. Ed è proprio perché non proviamo ad influenzarli che i sogni possono sollecitare qualcosa di nuovo e originale. Se Larry Page avesse usato un dispositivo come Dormio, forse sarebbe stato più produttivo in qualche riunione, ma probabilmente non avrebbe ricevuto l’ispirazione, che poi si è trasformato in Google. Un nuovo dispositivo, denominato Dormio, è pronto a diffondersi in ogni angolo della tecnologia, sperando di invadere anche altri campi.

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