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Dopo tre anni di stop, torna a Napoli la processione degli ‘infrascati’

Da tre anni Napoli, a causa della pandemia, ha dovuto rinunciare alla processione degli ‘infrascati’, una tradizione solenne nella quale il busto di San Gennaro e le ampolle del santo percorrono, in un corteo, alcune delle zone più suggestive del centro di Napoli.

La processione, secondo tradizione, si snoda dal duomo alla basilica di Santa Chiara nel pomeriggio del sabato precedente la prima domenica di maggio, passando lungo le strade di Forcella e i decumani, per ricordare la traslazione delle reliquie del Santo dal cimitero nell’Agro marciano, nel territorio dell’attuale quartiere partenopeo di Fuorigrotta, alle catacombe di Capodimonte, poi denominate, proprio di San Gennaro.

Processione degli infrascati: l’origine del nome di quest’antica tradizione

Il nome, alquanto insolito, di ‘processione degli infrascati’, deriva dalla consuetudine del clero che, nel corso dell’antico rituale, copriva la testa con corone di fiori e foglie – in napoletano, frasche – per proteggersi dai raggi del sole.

Proprio a causa di quest’antica usanza del clero, le ampolle contenenti il sangue del patrono di Napoli vengono poste su una corona d’argento poggiata, a sua volta, su un tronetto. Al centro della corona, salta all’occhio il grande smeraldo di origine colombiana, regalo del Santo alla città.

Torna la processione degli infrascati guidata dall’Arcivescovo Domenico Battaglia

La processione è stata avviata oggi intorno alle 17:00 dopo tre lunghi anni di stop a causa della pandemia, nel pieno rispetto delle norme anti-covid, e sarà guidata dall’Arcivescovo Domenico Battaglia. Nella Basilica di Santa Chiara, in cui dovrebbero arrivare intorno alle ore 18 con il busto e le ampolle, avrà inizio la Celebrazione eucaristica e saranno elevate preghiere per la liquefazione del Sangue di San Gennaro.

Dopo la preghiera e l’annuncio del miracolo dello scioglimento del sangue inizierà il corteo. Lungo il percorso, i parroci del territorio attraversato onoreranno il santo patrono con l’offerta dell’incenso e il suono delle campane.

 

 

Anna Borriello
Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.