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domenica, 2 Ottobre 2022

Donna vende il figlio di soli cinque giorni

“L’ho fatto per respirare meglio”, avrebbe asserito, ma la polizia ha arrestato lei ed il marito, suo complice.

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Una donna ha venduto il figlio per 3400 euro per sottoporsi ad un intervento al naso.

La polizia ha arrestato sia la donna, di origini russe, sia il marito, per traffico di esseri umani.

Originaria di Kaspiysk, Daghestan, la mamma del piccolo di soli cinque giorni, si sarebbe messa d’accordo, aiutata da una vicina per cedere suo figlio in cambio di un corrispettivo di  circa 3.400 euro.

La polizia ha diffuso foto della donna ma senza darne le generalità.

Donna russa vende il figlio per rifarsi il naso 

La 33enne ha consegnato alla coppia il neonato, suo figlio, un neonato di appena cinque giorni di vita, vendendolo per circa 3410 euro con un deposito immediato del 10%, dopo essere stata da un notaio il 30 aprile per rinunciare ai diritti sul bambino.

Tuttavia per il piccolo è stato necessario un ricovero in ospedale, dove è stato necessario io certificato di nascita, che la coppia di “acquirenti” non aveva.  La coppia è tornata quindi dalla madre biologica, che ha chiesto un riscatto di 100mila rubli, circa 1700 euro, per fornire il documento che ne attestasse la nascita.

Un dettaglio che non è stato sottovalutato dall’ospedale, che ha avvertito la polizia.

Una vicenda che ha dell’assurdo, ammessa dalla donna stessa, che non avendo un’occupazione, ha cercato un “escamotage” per finanziare la ricostruzione del proprio naso, giustificando il terribile gesto con problemi legati alla respirazione.

“L’ho fatto per respirare meglio”, avrebbe asserito, ma la polizia ha arrestato lei ed il marito, suo complice. 

In una dichiarazione ottenuta da NewsFlash il Comitato Investigativo della Federazione Russa per la Repubblica del Daghestan ha spiegato che “il 25 aprile 2022, una donna ha dato alla luce un figlio maschio al Caspian City Central Hospital”.

Sono tutt’ora in corso le operazioni di accertamento della vicenda, per appurare quanto sia realmente accaduto e soprattutto per convalidare nei riguardi della donna il grave reato commesso.

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