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venerdì, 2 Dicembre 2022

Domenico Battaglia, nuovo Arcivescovo di Napoli

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Domenico Battaglia, il cinquasettenne di Catanzaro, nuovo Arcivescovo della città di Napoli.

Papa Francesco dopo aver accolto la rinuncia  di Monsignor Crescenzio Sepe per raggiunti limiti d’età e dopo una prorogatio di due anni, ha nominato come nuovo Arcivescovo per la città di Napoli il calabrese Domenico Battaglia. Attuale vescovo della diocesi di Cerreto Sannita-Telese e Sant’Agata de’ Goti, da quel che viene riferito dalla Sala stampa del Vaticana, l’Arcivescovo Domenico nasce il 20 Gennaio del 1963 a Satriano, provincia di Catanzaro.

Ha studiato filosofia e teologia presso il Seminario San Pio X presso Catanzaro. Fu ordinato sacerdote nel 1988, rettore Arcivescovile Liceale di Catanzaro.

Tra il 1989 e il 1992 Domenico Battaglia è stato membro della Commissione Diocesana Giustizia e Pace, successivamente amministratore parrocchiale a Sant’Elia, e dal 1992-99  direttore dell’Ufficio Diocesano per la Cooperazione missionaria tra le Chiese, parroco a Satriano.

Negli anni è stato anche collaboratore del Santuario Santa Maria delle Grazie di Torre Ruggiero (CZ) e poi amministratore della Parrocchia di Santa Maria di Altavilla, presso Satriano. Domenico Battaglia, dal 2000 al 2006

è stato poi vice presidente della Fondazone Betania nell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, negli anni successivi ha poi  assunto l’incarico di presidente Nazionale della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche. La nomina di Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti arriva nel giugno del 2016.

Dal 2000 al 2006 è stato vice presidente della Fondazione Betania dell’Arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace. Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di presidente nazionale della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche. Eletto vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti il 24 giugno 2016, è stato consacrato il 3 settembre successivo. Papa Francesco lo ha nominato oggi arcivescovo metropolita di Napoli, trasferendolo dalla diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti.

Il presule sembra essere stato sempre molto attento alle esigenze degli ultimi, e dei più fragili. Determinanti le parole infatti della lettera pastorale dell’aprile scorso, come riportato dall’Avvenire, in cui Monsignor Domenico dichiarò : ”La statua d’oro è un capitalismo selvaggio, che ha pensato solo ai profitti, causato guerre per vendere armi, lasciato morire i poveri nell’indifferenza, ha respinto i più disperati in cerca di pane, erigendo muri contro di loro ” 

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