Docente condannata: Salvini come Hitler

Il provvedimento del Miur per non aver vigilato sul lavoro dei suoi allievi

Sospesa una docente palermitana per non aver vigilato sul lavoro dei suoi ragazzi.

La professoressa di italiano e storia ha 63 anni e la sua carriera perdura da 40 esercitando da 30 anni nell’istituto additato, l’industriale Vittorio Emanuele III.
La docente, Rosa Maria Dell’Aria, aveva assegnato ai suoi alunni quattordicenni un compito che poi loro stessi hanno sviluppato ed elaborato secondo il proprio senso critico:
“Ho soltanto proposto un lavoro sulla base di una serie di letture fatte sia nel corso dell’estate e poi anche il 3 settembre in occasione della Giornata del migrante. Gl alunni della II E – informatica hanno scelto di fare un’elaborazione in Power Point. Quel lavoro non aveva assolutamente alcuna finalità politica né tendeva a indottrinare gli studenti che da sempre hanno lavorato in modo libero come essi stessi hanno dichiarato anche agli ispettori arrivati in istituto a fine gennaio”.
 
La docente dovrà sottostare ad un provvedimento disciplinare immediato: la sospensione per 15 giorni e lo stipendio dimezzato.
 
Lo scorso 27 gennaio gli studenti di Rosa Maria avevano realizzato e presentato un video in cui assimilavano le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza di Matteo Salvini, ministro dell’Interno.
 
Un collaboratore del dirigente scolastico, Carmelo Ciringione, chiarisce:
 
“Il video era destinato alla visione tra classi, nell’Aula Magna. L’ispettrice responsabile ha ritenuto che la professoressa Dell’Aria non abbia controllato bene il lavoro e non abbia criticato l’accostamento fatto dai ragazzi” .
 
Gli alluni, dal canto loro, si mostrano molto dispiaciuti e solidali verso la loro professoressa, spiegando come quel video sia stato unicamente frutto di una loro riflessione sul tema e affermando:
 
Siamo stati noi stessi a notare che in alcune parti il decreto sicurezza lede diritti fondamentali”.
 
Matteo Salvini risponde:
 
Io sto lavorando affinché la scuola torni un posto di libertà, di rispetto, metteremo delle telecamere negli asilo-nido e nella scuola materna per difendere i bambini, ma magari anche nelle scuole superiori per difendere gli insegnanti da alunni e genitori maneschi, detto questo, non so chi sia stato a proporre, a controllare, a ordinare, a suggerire…ma che qualcuno equipari il ministro dell’Interno Matteo Salvini, può star simpatico o antipatico, ma paragonarlo a Mussolini o addirittura ad Hitler e il decreto sicurezza ai campi di sterminio mi sembra demenziale”.
 
Mila Spicola, insegnante e pedagogista, nonché candidata alle europee 2019 per il Pd, ribadisce invece la vigente libertà di espressione e di pluralismo di idee all’interno dell’istituzione scolastica.
 
Davide Faraone, senatore e segretario del Pd Sicilia, sostiene che il vero reato sarebbe non promuovere la libertà di critica nei giovani. Il fatto più ignobile sarebbe anzi attivare una “macchina della paura” costituita dal Miur con la sua accusa di “omessa vigilanza” dell’insegnante verso il lavoro dei suoi allievi e tramite la Digos che si è recata nella struttura per interrogare i ragazzi.
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