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giovedì, 27 Gennaio 2022

Divorzio: il 1° dicembre 1970 venne approvato in Italia

L'Italia conquista la Legge sul Divorzio: era il giorno 1 dicembre 1970, data fondamentale per le donne

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Il divorzio venne introdotto a livello legale in Italia il 1º dicembre 1970, nonostante l’opposizione della Democrazia Cristiana, con la legge del 1º dicembre 1970, n. 898 – “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio“. Questa legge entrò in vigore il 18 dicembre 1970.

L’Italia conquista dunque , la Legge sul divorzio. E proprio in questa data, infatti, l’ordinamento giuridico italiano ha introdotto la Legge Fortuna-Baslini, ovvero la n. 898 – “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, elaborata da Loris Fortuna e da Antonio Baslini.

Quel giorno tutte andammo a votare.》

È una frase che hanno detto moltissime donne che hanno votato in uno dei primi storici referendum per i diritti in Italia. Era il 1974 e il referendum in questione voleva abolire la legge che oggi compie cinquant’anni. Dal 1 dicembre del 1970 nel nostro paese esiste una legge che consente il divorzio. Non lo ha abolito il referendum del 1974 (59,3% per il mantenimento) e nemmeno quello del 1981 (70% per il divorzio).

Fu la prima legge repubblicana approvata senza il voto favorevole del partito di maggioranza relativa, la Democrazia Cristiana. Fu un punto di svolta per una società che il divorzio lo aveva visto solo attraverso gli ingranaggi della Sacra Rota (solo la Chiesa poteva sciogliere il vincolo del Sacramento) e dall’altra parte solo fra le star di Hollywood.

«È una delle riforme epocali, insieme alla legge sull’aborto, che ha visto il prevalere dello stato laico in un paese a forte connotazione cattolica», spiega Marco Meliti, avvocato matrimonialista, presidente dell’Associazione italiana Diritto e Psicologia della Famiglia, «e ha portato a più vicina realizzazione il principio della Costituzione che sancisce l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi. È la cartina di tornasole delle trasformazioni sociali e culturali in atto».

Aggiunge la psicologa e consulente del tribunale di Roma Maddalena Cialdella: «La legge pone le donne in uno stato di diritto in cui è possibile la scelta. Pur non togliendo nulla di quello che di doloroso ha la scelta, ma dà la possibilità di fare una scelta, diritto inalienabile delle persone. Se all’inizio, dal punto di vista psicologico, era un evento considerato straordinario come un terremoto, adesso è considerato un evento storico da mettere in conto al momento del matrimonio».

Quella legge rappresenta una vittoria per le donne arrivate ad entrare nel mondo del lavoro e capaci di un’autonomia economica che la famiglia patriarcale non concedeva. Quella legge è poi anche cambiata nel corso degli anni.

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