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martedì, 19 Ottobre 2021

Disinfestazione nel Veronese per il “West Nile”

Pericolo reale ed incombente quello del “West Nile”, virus trasportato dalle comuni zanzare

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

Sarebbe perlopiù sintomatico ma procurerebbe gravi problematiche mediche (fino alla morte, nei casi più critici) in pazienti già debilitati e, soprattutto, immunodepressi.

Il periodo di incubazione è soggetto a variazioni interindividuali ed è compreso tra i 2 e i 14 giorni.

Nuovi infetti sono stati segnalati dalla Ulss 9 Scaligera, dando così l’input alle amministrazioni di San Giovanni Lupatoto e Vigasio, entrambe città del Veronese, di non indulgere ulteriormente e di dare il via alla disinfestazione delle aree in questione.  

A scopo preventivo difatti il sindaco, Eddi Tosi, il 14 agosto ha ordinato la disinfestazione di viale Europa, identificato come focolaio, del comune di Vigasio.

Si attende per gli accertamenti circa la vera natura del virus, da realizzarsi ad opera dell’Ulss, che svolge a Padova le proprie analisi circa il “West Nile”. 

Il sindaco pone l’accento sul fatto che debbano essere evitati i ristagni d’acqua, ammonendo gli stessi cittadini. Ciò in quanto le zanzare proliferano proprio in prossimità di zone umide, quali, per un privato, possono rintracciarsi in innafiatoi, ciotole per animali, piscine, sottovasi.

Si incita la popolazione interessata ad utilizzare repellenti e ad indossare abiti che lascino il meno possibile porzioni di pelle scoperta.

E’ chiaro che anziani e persone già provate da altre patologie dovranno tenersi in particolare stato di allerta.

Il ministero della Salute, tramite una circolare, spiega come segue:

«i focolai più comuni possono essere di vario tipo, ad esempio: acquitrini, canalizzazioni a cielo aperto, bacini perenni e per l’approvvigionamento idrico degli orti urbani, risaie, cisterne, depuratori, vasche e fontane ornamentali soprattutto laddove le acque sono ferme e contengono detriti vegetali (che forniscono nutrimento e riparo alle larve), tombini e pozzetti stradali che raccolgono le acque di superficie, grondaie con pendenze non corrette, cantine allagate, ed anche piccole raccolte di acqua temporanee, come ad esempio in barattoli vuoti, sottovasi e contenitori senza coperchio».

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