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lunedì, 4 Luglio 2022

Diritto all’istruzione per stranieri irregolari

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Elvira Puglisi
Nasce Elvira ma per tutti è Elvia: specializzata in Cinema al DAMS di Roma, coltiva instancabilmente le sue grandi passioni ovvero cinema, teatro e naturalmente la scrittura. Si diletta sul palco e pasticcia in cucina, scrive recensioni e articoli.

Il diritto all’istruzione è garantito, oggi, a tutti gli studenti stranieri, anche se irregolari. Questo è quanto stabilito dalle Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione del Miur che, in un avviso del 20 maggio, ha riportato una correzione al  punto 2.2 di pag. 10 relativamente alla voce “Permesso di soggiorno e documenti anagrafici” con il seguente articolato: “Documenti anagrafici. In mancanza di documenti la scuola iscrive comunque il minore straniero poiché tale situazione non influisce sull’esercizio del diritto all’istruzione” (fonte Miur). Dunque benché privi di documenti che attestino la regolarità del soggiorno in Italia gli studenti stranieri possono, anzi devono, prendere parte alle lezioni scolastiche senza temere alcuna denuncia in quanto esercitano un diritto riconosciuto dalla legge.

Nel testo precedente l’avviso di errata corrige, reso noto in data 19 febbraio 2014 e firmato dal Ministro Maria Chiara Carrozza, questo punto non era stato esposto in maniera chiara. Difatti veniva richiesta comunque l’esibizione del permesso di soggiorno e dei documenti anagrafici, aggiungendo che “nell’attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il dirigente scolastico accetta la ricevuta della questura attestante la richiesta”, benché fosse poi nelle righe successive specificato “in mancanza di documenti, la scuola iscrive comunque il minore straniero”. Questa discrepanza nelle informazioni fornite dalle Linee Guida ha generato confusione e disappunto.

L’Associazione studi giuridici sull’immigrazione ha inviato una lettera al Miur richiedendo la modifica delle disposizioni elencate nel testo, pena un’azione legale. L’Asgi ha definito la richiesta di esibizione dei documenti “illegittima, dannosa, discriminatoria e irragionevole”. Il ministero dell’Istruzione ha prontamente risposto a tale richiesta apportando la modifica sopracitata, affermando che si è trattato di un errore. La prestazione scolastica obbligatoria non solo è un diritto, ma soprattutto un dovere dell’alunno, sia esso regolarmente un cittadino italiano o meno.

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