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giovedì, 7 Luglio 2022

Diploma magistrale: vale per la mobilità?

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Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

Dopo un primo momento d’incertezza sono state superate le riserve riguardo al valore attribuito al diploma magistrale. Il Ministero, infatti, ha riconosciuto al diploma magistrale un valore abilitante con DPR 25 marzo 2014. Ciò significa che il titolo che ha valore anche per la mobilità e per la richiesta di passaggio di ruolo verso l’infanzia. Ciò troverà conferma nella sottoscritta Ipotesi di Contratto di Mobilità.

La nota 1 all’art. 3, riguardo al diploma magistrale, precisa: “Conservano valore di abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria i titoli di studio conseguiti al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, entro l’anno scolastico 2001/2002, ai sensi del D.M. 10/3/1997″.

Il Miur, dunque, ha preso atto del parere espresso dal Consiglio di Stato, che considera abilitante il diploma magistrale conseguito da 45 mila precari fino al 2001. Tanti docenti ora potranno chiedere il passaggio di ruolo verso l’infanzia.

Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario organizzativo Confedir) ha commentato la notizia con soddisfazione: “Si tratta del passaggio finale di una vertenza in cui abbiamo sempre creduto, perché circa 45 mila diplomati magistrali per troppi anni sono stati tenuti ingiustamente sotto scacco, lontani dalle GaE. Altre decine di migliaia di maestri, già di ruolo, invece sono stati impossibilitati di spostarsi di ruolo, perché il loro titolo veniva ritenuto illegittimamente non abilitante. Ora, però, giustizia è fatta”.

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