Dieta mediterranea c’è un’ironia profonda nella storia della dieta più famosa del pianeta: nata sulle coste di Italia, Grecia e Spagna, oggi trova più seguaci a Tokyo o New York che nei paesi che le hanno dato i natali. È quello che gli esperti chiamano ormai il “paradosso della dieta mediterranea”, specchio di un’identità che si allontana dalle proprie radici proprio mentre il resto del mondo le riscopre.
Dieta mediterranea, i dati parlano chiaro
I dati raccontano una tendenza precisa: nei paesi della culla mediterranea cresce il consumo di cibi ultra-processati, calano frutta e verdura sulle tavole, e con essi aumentano sovrappeso e disturbi metabolici. In Puglia, terra simbolo dell’ortofrutta italiana con quasi 200 mila ettari coltivati, quasi un adulto su due è oggi in eccesso di peso. Un controsenso, considerando che la regione produce ogni anno oltre 23 milioni di quintali tra fichi, uva, ciliegie, pesche e albicocche di antica tradizione contadina.
Apprezzata oltreoceano
Nel frattempo, all’estero il modello mediterraneo diventa quasi un mito culturale. A Tokyo si è appena conclusa una due giorni dedicata al legame tra la dieta italiana e quella di Okinawa, terra simbolo della longevità giapponese, mentre in Grecia l’isola di Creta è stata nominata Regione Europea della Gastronomia proprio in virtù del suo ruolo di culla originaria di questo stile alimentare, con le sue taverne di montagna, i formaggi di capra e l’olio d’oliva locale come protagonisti indiscussi.
La nostra storia dovrebbe essere d’insegnamento
Non è solo una questione di piatto: la dieta mediterranea, iscritta dal 2010 nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, è prima di tutto una filosofia di vita fatta di convivialità, stagionalità e legame con il territorio. Recuperarla non significa tornare a un ricettario, ma restituire valore a un modo di stare a tavola che generazioni di famiglie mediterranee hanno tramandato senza bisogno di studi scientifici a confermarlo. In tempi di grande caldo estivo, forse, è proprio la saggezza di nonne e contadini a suggerire la strada più semplice per stare bene.





