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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Determinazione del sesso negli uccelli

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

Molte specie di uccelli non presentano dimorfismo sessuale. In altre parole non vi sono caratteristiche esteriori che consentano di distinguere il maschio dalla femmina. Le gonadi (testicoli ed ovaio), inoltre, in questi animali sono alloggiate anteriormente al rene. Occorre pertanto ricorrere a tecniche di diagnostica chirurgica o di laboratorio per determinare il sesso di molti volatili.

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Introduzione della sonda endoscopica per la determinazione chirurgica del sesso in un pappagallo cenerino (Psittacus erithacus). Foto : Claudio Melluso

La tecnica chirurgica di sessaggio consiste nell’endoscopia. La procedura si effettua in anestesia generale ed ha una durata media di 2-4 minuti. Si pratica un’incisione di circa 3 mm a livello del fianco sinistro del paziente (l’ovaio destro infatti in molte specie non è sviluppato) all’interno della quale viene inserita la sottile sonda endoscopica attraverso cui è possibile osservare le gonadi. Al termine della procedura è consuetudine applicare un anello di sessaggio (differente da quelli identificativi) alla zampa destra o sinistra del paziente a seconda che si tratti rispettivamente di un maschio o di una femmina.

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Visualizzazione endoscopica dell’ovaio sinistro di un pappagallo del senegal (Poicephalus senegalus). Foto: Claudio Melluso

Il sessaggio endoscopico, in soggetti sani e non eccessivamente stressati, generalmente ha basse percentuali di rischio ed offre il vantaggio di valutare anche lo stato di maturazione del tratto riproduttivo e sue eventuali alterazioni che possano compromettere la validità dell’animale quale riproduttore. Inoltre è possibile, mediante opportune manovre con l’endoscopio, valutare attraverso la stessa breccia operatoria tratti dell’apparato digerente, urinario, endocrino e respiratorio per ottenere preziose ulteriori informazioni sullo stato di salute. L’endoscopia è per questo motivo la tecnica più richiesta dagli allevatori.

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Visualizzazione endoscopica del testicolo e della ghiandola surrenale sinistra in un esemplare di conuro testa nera (Nandayus nenday). Foto: Claudio Melluso

Negli ultimi anni sono state messe a punto tecniche di diagnostica molecolare che, a partire da un campione di sangue, di piumaggio o addirittura di piccole porzioni del guscio d’uovo alla schiusa sono in grado, tramite l’analisi del DNA, di identificare il sesso di molte specie. Il vantaggio di questa tecnica è che, come intuibile, si può effettuare senza alcun rischio anestesiologico ed in soggetti di tutte le età, laddove l’endoscopia è più indicata in esemplari che abbiano raggiunto, a seconda della specie, una certa maturità. I contro della diagnostica molecolare sono legati al fatto che in questo modo non si ottiene alcuna informazione aggiuntiva sullo stato di salute dell’animale limitandosi alla sola identificazione del sesso. Tale esame è richiesto da molti proprietari di esemplari da compagnia che non abbiano particolari interessi relativi alla riproduzione del proprio animale o che non vogliano rischiare una chirurgia, seppur breve e relativamente poco invasiva.

Si sottolinea l’importanza di identificare il sesso del proprio soggetto in quanto in caso di malessere sarà possibile escludere dalla diagnosi differenziale alcune patologie; è a dir poco inutile, ad esempio, sospettare la ritenzione dell’uovo in un maschio.

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