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giovedì, 23 Settembre 2021

Deragliamento di un treno nord diretto a Milano

Deragliamento di un treno lungo la direttrice Milano-Venezia.Il treno era partito da Cremona alle 5:32 e sarebbe dovuto arrivare a Milano Porta Garibaldi.

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

6:57 del mattino, Deragliamento di un treno, tra Sagrate e Pioltello, lungo la direttrice Milano-Venezia. Il treno, con cinque vagoni, era partito da Cremona alle 5:32 e sarebbe dovuto arrivare a Milano Porta Garibaldi. 250 i pendolari a bordo, con un bilancio finale di 3 morti e 12 feriti gravi tra le centinaia di vittime coinvolte. A seguito dell’incidente è stato interrotto il traffico ferroviario sia sulla linea diretta che su quella alternativa sulla tratta Milano-Brescia. Legambiente, perlopiù, ha segnalato la linea Cremona-Milano una delle peggiori, per via della circolazione di modelli obsoleti, sovraffollati, lenti e soggetti a guasti.

La tragedia avrebbe avuto origine a 2 chilometri e 300 metri dalla stazione di Pioltello dove manca dai binari un pezzo di rotaia che sarebbe stata sostituita terminati i lavori di manutenzione. È stata vagliata l’ipotesi che la rotaia abbia ceduto sotto il peso delle prime carrozze, mandando fuori binario quelle centrali e, anche per via della velocità -100 km/h- avrebbe così deragliato.

Proprio su questa dinamica –la fuoriuscita dai binari dei vagoni centrali, gli unici che si sono piegati e visibilmente fuori asse- ci si sta concentrando per chiarire le modalità scatenanti la vicenda. I tecnici di rete Ferroviaria Italiana stanno effettuando le proprie valutazioni nella zona della stazione di Pioltello Limito. Secondo il questore intervenuto stamane sul luogo del disastro si sarebbe trattato di un problema allo scambio, ipotesi tuttavia smentita, è stato difatti appurato che anzi i sistemi di sicurezza hanno funzionato. Risale alle 12 la dichiarazione del responsabile della direzione territoriale di Rfi Lombardia il quale afferma che è stato appurato il cedimento infrastrutturale della rotaia.

Innumerevoli i mezzi e le risorse messe a disposizione: un numero d’emergenza al quale possono far riferimento i familiari delle vittime per informarsi sui ricoveri al San Raffaele; Atm, il servizio di trasporto pubblico milanese, traghetta i feriti lievi dagli sguardi vacui assieme ad un operatore della protezione civile che li assiste; due squadre di psicologi d’emergenza, oltre ai convenzionali mezzi di primo soccorso e, anche, agli elicotteri dei vigili del fuoco.

Il sindaco Sala indice subito un incontro in prefettura col ministro Delrio, il presidente Maroni, il prefetto ed i responsabili delle ferrovie sostenendo che bisogna imparare da questi tragici eventi ed agire subito in nome della sicurezza sul lavoro e, soprattutto e come in questo caso, di coloro che a lavoro si recavano, a bordo del treno.

Si è proceduto al sequestro della “scatola nera” del treno, assieme ai vagoni, i documenti inerenti la manutenzione e tutto il territorio interessato dal disastro. Nell’inchiesta verranno coinvolti due ingegneri esperti già occupatisi precedentemente di materia ferroviaria. Aperta dunque l’inchiesta per disastro ferroviario colposo.

A conclusione, ricordiamo i nomi delle vittime: Pierangela Tadini, di 51 anni, Ida Maddalena Milanesi di 61 e Giuseppina Pirri, di 39.

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