Decreto rilancio: l’aiuto a piccole e medie imprese Il grido di allarme degli Artigiani di San Gregorio Armeno nell'attesa di aiuti concreti

Atteso il testo ufficiale del decreto rilancio, sono previsti aiuti a piccole e medie imprese.

Il nuovo decreto finanziario, denominato decreto rilancio, è atteso per le prossime ore.

Una manovra finanziaria del valore di 55 miliardi, volta a contrastare la crisi economica legata all’emergenza coronavirus che, nell’ultima bozza circolata, si compone di 258 articoli.

La bozza prevede diverse novità, tra cui il bonus vacanze, gli aiuti alle famiglie per baby-sitter e badanti, l’aiuto per l’acquisto di bici e monopattini.

Attesissimi gli aiuti per le piccole e medie imprese, fortemente colpite durante l’emergenza sanitaria perché obbligate ad interrompere le proprie attività.

I contributi a fondo perduto sono tra le soluzioni previste dal decreto per le imprese.

Si tratta di un prestito di denaro, legato esclusivamente al rilancio dell’impresa dopo la crisi causata dalle restrizioni adottate per l’emergenza sanitaria , che non prevede l’obbligo di restituzione né tantomeno interessi.

La misura prevede un sostegno a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, con ricavi non superiori a 5 milioni di euro.

Molte le limitazioni e le condizioni, però, per accedere a questo forma di aiuto da parte dello Stato. L’impresa che farà richiesta del finanziamento dovrà, infatti, dimostrare che il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 siano inferiori ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.  Il contributo  erogato sarà, quindi, determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

 La percentuale calcolata sarà del 25%, 20% e 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a centomila, quattrocentomila e cinque milioni di euro, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del  decreto.

Altra importante restrizione, questo sempre secondo l’ultima bozza trapelata, sarebbe l’esclusione  di tutti coloro che hanno beneficiato dell’indennità di 600,00€ riconosciuta ai lavoratori autonomi titolari di P.IVA nel mese di marzo (e che verrà erogata automaticamente anche ad aprile).

Mancando l’ufficialità del decreto non è ancora chiaro, in che modo chi ha fatto richiesta di tale indennità possa rinunciarvi per fare richiesta dei finanziamenti a fondo perduto.

Atteso il testo ufficiale del decreto rilancio, sono molte però le categorie che temono di non riuscire a superare la crisi.

Gli artigiani di San Gregorio Armeno, la strada di Napoli famosa in tutto il mondo per i presepi, hanno in questi giorni lanciato un grido d’allarme.

Le famose botteghe, rischiano di dover cessare la loro attività a causa delle misure restrittive resesi necessarie durante l’emergenza Coronavirus.

 Una delegaione ha reso noto che gli affitti molto alti che sono costretti a pagare e i costi delle attività rischiano di compromettere seriamente il futuro della loro arte.

Nel decreto rilancio, sono inserite anche agevolazioni per affitti e imposte, ma, nell’attesa che tutto questo si realizzi, gli artigiani di San Gregorio Armeno tendono a precisare che non svenderanno la loro arte dandosi ad attività estranee all’arte del presepe.

Il sindaco De Magistris ha, però, assicurato che si farà tutto il possibile, per dare fiato ad una categoria che negli anni ha regalato lustro e visibilità a livello mondiale alla città di  Napoli.

 

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