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sabato, 8 Maggio 2021

De Luca: “Figliuolo tolga la divisa”. Ma la Difesa non si ritrae

De Luca, sulla falsariga di quanto affermato già dalla Murgia, non si risparmia la critica nei confronti di Figliuolo, ma la Difesa ironicamente controbatte richiamando i ‘lanciafiamme’

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Dopo Michela Murgia, anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha deciso di criticare apertamente il generale Francesco Paolo Figliuolo per la sua divisa, o meglio per il fatto di averla indossata per svolgere mansioni civili. De Luca si fa portavoce del politically correct, rimarcando la necessità di mantenere linda l’immagine dell’Esercito, allontanandola dalla politica.

“Consiglio al commissario Figliuolo di andare in giro per l’Italia in abiti civili. Quando si hanno funzioni civili, credo sia inappropriato andare in giro in abiti militari, con la tuta mimetica, gli anfibi. Questo rischia di determinare problemi delicati. L’immagine dell’Esercito deve essere tenuta fuori dalle polemiche politiche. Quando si gestisce un piano di distribuzione diventano inevitabili i contrasti, le polemiche e non è accettabile che questo possa avere ricadute sull’immagine delle forze armate. Mi auguro che si correggano comportamenti inappropriati” afferma De Luca.

Ma la Difesa non si è ritratta dinanzi a tale affermazione, affrettandosi a rispondere al Presidente della Campania in maniera anche abbastanza sottile.

Marco Cicala, rappresentante nazionale del comparto Difesa e Sicurezza, risponde senza mezzi termini riportando alla luce una delle affermazioni più emblematiche di De Luca, che ha contribuito a delineare per lui il soprannome di sceriffo: “Peccato che un politico di lungo corso, si preoccupi di eventuali comportamenti inappropriati, dimenticandosi del lanciafiamme. La Regione Campania, che è anche orgogliosamente la mia terra, deve molto a quell’uniforme. Si ricordi che dove ha fallito la politica, come per esempio per l’emergenza rifiuti, quella gloriosa uniforme, e non un abito sartoriale, è scesa in campo tra i nostri concittadini per servirli senza se e senza ma”.

Intanto il governatore campano ha ampliato il suo discorso, spostando l’asse della polemica anche riguardo i quantitativi di dosi che vengono destinati alla sua regione, lamentando una carenza di oltre 200mila vaccini; “Un atto di delinquenza politica”, ha affermato.

Ma a momento De Luca sembra essere interessato e particolarmente attento al suo piano di isole Covid free. Pur rispettando il criterio delle fasce di età e delle priorità ad anziani e fragili, punta infatti ad un’accelerazione impulsiva nella vaccinazione dei residenti ischitani, capresi e procidani; “Per le isole, completate le fasce a rischio, procederemo per una vaccinazione di carattere generale. Ci saranno protocolli d’intesa per le categorie economiche che sono più interessate a decisioni rapide, a cominciare dal comparto turistico-alberghiero”, spiega De Luca.

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