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mercoledì, 1 Dicembre 2021

De Laurentiis:”A Torino non si deciderà il campionato”

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Salvatore Nappo
Studio Storia e sono istruttore di calcio qualificato CONI-FIGC. Credo che fare Giornalismo significhi fare due cose: ricerca e inchiesta. Ritengo il calcio l'arte che più si avvicina al senso della vita: nel calcio, come nella vita, puoi studiare mille situazioni di gioco ma alla fine il campo ti metterà di fronte alla 1001esima che non avevi previsto.

Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne de La Stampa, analizzando il momento degli azzurri e la super-sfida di sabato sera allo Juventus Stadium. Questo un estratto: “A Torino non si deciderà il campionato, mancano ancora 13 giornate e 39 punti. Questa partita se fosse un film sarebbe ‘Il Gladiatore’. All’inizio sarà molto tattica, poi prenderà il sopravvento la voglia di giocare. Provo un senso di grande solidarietà con Napoli e i napoletani che vivono questo momento con un sentimento straordinarioQualcosa che non si provava dai tempi di Maradona. E io mi sento come uno che ha fatto elementari, medie, liceo e università in un lampo. Me li ricordo ancora gli spunti presi dai tifosi del Martina Franca quando il Napoli militava in C”. 

ARGOMENTO SARRI – Il Presidente parla poi della scelta fatta in estate di affidare la panchina a Maurizio Sarri, in sostituzione dell’ex Rafa Benitez. Questo il pensiero di ADL:Sarri? L’ho scoperto quando ho preso gli schiaffi dall’Empoli. Prima di lui avevo già scelto Valdifiori, è stato il tramite per arrivare a Sarri. Nel cinema il regista è fondamentale. Ma nel calcio, né con Mazzarri né con Benitez ce l’ho mai avuto. Oggi di registi ne ho due, Jorginho e Valdifiori. Che è anche di sinistra, il che non guasta visto che nel cinema tutti i registi di successo sono di sinistra. Con Benitez la squadra non si è mai allenata così tanto come con l’allenatore toscano. Quando lo incontrai la prima volta mi disse che leggeva molto e io pensai: “se uno ha tempo di leggere ha una grande testa”. In più aveva lavorato in banca nel settore dei cambi: quindi possedeva un’elasticità mentale significativa. Ma non ero convinto, non volevo fare come con Benitez e decidere subito. Ci siamo rivisti, mi piaceva che non mi parlasse di mercato, ma di progetto”.

IL ‘PIPITA’ ACQUISTATO IN AEROPORTO – Il numero uno azzurro svela poi i retroscena sulla trattativa tra il Napoli e il Real: “L’acquisto di HiguainIn otto ore ho concluso l’affare in una saletta dell’aeroporto di Venezia. Ha una mentalità vincente straordinaria che mette al servizio della squadraLa sua più grande forza è la famiglia che gli sta attorno, un gruppo eccezionale. Se resta con noi altri tre anni avrà una consacrazione che difficilmente potrà trovare altrove. Può fare la storia come Maradona”. 

JUVENTUS MODELLO DA SEGUIRE – De Laurentiis parla anche dei rivali bianconeri. Il Presidente, in particolare, elogia la gestione del club da parte della famiglia Agnelli: “La Juventus è una società straordinaria, con una struttura collaudata e questo gli permette ogni tanto di sbagliare qualcosa. Proprio per questo riuscire a batterla su un intero campionato sarebbe un fatto storico. Ma non mi illudo, sarà una lotta a più squadre fino all’ultimo. Questo significa che si può essere competitivi in Italia, al di là dei bilanci. Ma sarebbe ora di cambiare le leggi che governano il calcio se vogliamo adeguati ai principali tornei europei. La rivoluzione la farei partire con Andrea Agnelli, è preparato e ha tutto l’interesse a migliorare le sorti del calcio. Con Diego e Andrea Della Valle c’è molta sintonia, Urbano Cairo sa fare impresa. Inter e Roma? I proprietari sono all’estero, oggi parli con un loro bravissimo manager che magari domani non c’è più”.

SITUAZIONE ITALIANA – In chiusura, il Presidente parla della situazione Federazione e del potere delle tv: “La Federazione non è capace di tutelare i bravi, il caso Parma non ha insegnato nulla. In Lega anche oggi ci azzufferemo per la questione diritti tv.  E aspettiamo ancora gli sviluppi del caso Antitrust che vede coinvolte Infront, Mediaset e Sky. Io dico: stabiliamo un business plan e poi scegliamo gli uomini. Io cambiare subito la legge Melandri sui diritti tv; scriverne una nuova sugli stadi, basterebbero tre paginette e senza tutti i vincoli attuali; adottare una nuova tipologia di campionato internazionale a venti squadre”. 

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