4shared
9.3 C
Napoli
lunedì, 29 Novembre 2021

DDL Delrio: anche la Camera approva

Da non perdere

Gaetano Mavilla
Collaboratore XXI Secolo. Maturità classica; laurea in Relazioni Internazionali; ama dare concretezza al suo genio scrivendo, che sia scrittura giornalistica o prosa da romanzo. Figura professionale duttile, con parecchie frecce al suo arco.

Con 260 voti favorevoli, 158 no e 7 astenuti la Camera ha approvato il Disegno di Legge che cambierà la struttura delle Province.

Province 2.0, è la locuzione che sta caratterizzando questo provvedimento, che ha faticato non poco al Senato la scorsa settimana per essere approvato. Passato invece nella giornata di ieri alla Camera, nonostante le opposizioni decise di Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle, Lega, Forza Italia e Sel.

Cosa cambierà, qual è la sostanza del Disegno Legge? Verrà modificato l’articolo 114, in riferimento alla voce “province”, con l’estromissione di quest’ultime e l’introduzione, o meglio l’istituzione delle città metropolitane. Le province saranno declassate a Enti di secondo livello, strutturate su tre pilastri: Presidente, che corrisponderà al sindaco del capoluogo in questione; l’Assemblea dei sindaci, composta da tutti i sindaci della provincia; e il Consiglio provinciale, formato dai membri scelti tra gli Amministratori provinciali, in numero variabile da 10 a 16, a seconda della grandezza della provincia. Non ci saranno compensi per questi organi, nemmeno indennità per i Presidenti di provincia. La legge entrerà in vigore nel 2015. Le funzioni, che prima spettavano alle province, saranno contese e distribuite tra Comuni e Regioni in base alla materia.

Le città metropolitane entreranno in vigore a partire dal 1 Gennaio 2015 e saranno 10: Genova, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma capitale, Napoli, Bari Reggio Calabria. Oneri ben più gravosi caratterizzeranno il funzionamento di queste città: pianificazione territoriale di un’area non più corrispondente ad una provincia, bensì a porzioni di territorio più ampi; stesso discorso per la pianificazione a livello di infrastrutture, reti di servizi, viabilità, sviluppo economico e servizi pubblici in genere nel contesto metropolitano. Insomma, il Titolo V della Costituzione conoscerà una nuova modifica, che certifica la filosofia ‘renziana’ di semplificazione amministrativa: un tentativo, caldeggiato da diversi anni, di trovare quell’equilibrio in tema di pubblica amministrazione al fine di dare stabilità al nostro Paese.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli