Dazi USA, il 2026 si è aperto con una doccia fredda per il comparto pasta: a fine 2025 Washington aveva minacciato tariffe fino al 107% (15% base più un supplemento antidumping del 91,74%) contro Garofalo e La Molisana. A inizio anno il Dipartimento del Commercio ha rivisto drasticamente le aliquote al ribasso, portando La Molisana al 2,26% e Garofalo al 13,98%, scongiurando lo scenario peggiore. Resta comunque in vigore la tariffa base del 15% concordata nell’accordo UE-USA dell’agosto 2025, che colpisce vino, olio e pasta. Gli effetti si vedono già nei numeri: nei primi quattro mesi del 2026 le principali categorie alimentari del Made in Italy hanno registrato un calo complessivo vicino al 25% in valore verso gli Stati Uniti, con il vino sceso da 840 a 605 milioni di dollari e l’olio d’oliva in flessione del 40%.
Dazi USA, PAC 2028-2034: l’Italia strappa più fondi
Sul fronte europeo, dopo la protesta unitaria degli agricoltori a Bruxelles a dicembre 2025 contro il taglio del 22% proposto dalla Commissione, Bruxelles ha sbloccato 45 miliardi di euro aggiuntivi per l’agricoltura, portando la dotazione italiana a circa 40,7 miliardi per il periodo 2028-2034, quasi 10 miliardi in più rispetto alla proposta iniziale. Resta aperto il negoziato su un tema delicato: l’Italia chiede che la scalabilità dei pagamenti diretti, con riduzioni progressive oltre i 20.000 euro fino al tetto di 100.000 euro per azienda, sia applicata su base volontaria dagli Stati membri, tenendo conto delle diverse dimensioni aziendali. Il testo definitivo del nuovo quadro finanziario non è atteso prima della fine del 2026.
Uno scenario di doppia velocità
Il quadro complessivo racconta un settore stretto tra due dinamiche opposte: da un lato l’export verso gli USA che arretra sotto il peso dei dazi, dall’altro un rafforzamento delle risorse comunitarie che dovrebbe sostenere redditi e competitività delle aziende agricole a partire dal 2028. Ora che le aziende italiane dovranno sostenere anche costi maggiori legati agli aumenti dei prezzi per i trasporti, e quindi quanto mai necessario l’aiuto da parte dell’ UE, per non permettere a realtà con migliaia di dipendenti di dover ricorrere a licenziamenti e riduzioni





