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sabato, 28 Maggio 2022

Davide Bristot, morto a 18 anni dopo la visita al pronto soccorso: “Vogliamo la verità”

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Davide Bristot è morto a casa sua, la notte tra il 13 e il 14 luglio 2021 dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso di Belluno dove si era recato per un forte mal di testa e vomito. Da quella notte i genitori reclamano la verità sul dramma che ha spezzato la vita del loro figlio:

“Vogliamo e pretendiamo di sapere la verità, perché non è giusto morire in questo modo”

Queste le parole di Barbara Vanz e Paolo Bristot riportate dal quotidiano il Gazzettino.

Caso Davide Bristot, continuano le indagini

Le indagini condotte negli ultimi mesi hanno fatto emergere un’amara verità. Forse sarebbero bastate dell’analisi del sangue per salvare la vita di Davide.

“Vogliamo chiarire alcuni importanti aspetti della nostra tristissima vicenda smentendo e ponendo fine a molte voci completamente fuorvianti di gente che non solo non è a conoscenza dei fatti, ma si è anche permessa di divulgare sui social le cause della morte di nostro figlio” continuano i genitori.

L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Simone Marcon, avrebbe fatto emergere che il medico del Pronto Soccorso che visitò il 18 enne quella sera di luglio ha avuto una condotta “colpa grave per imprudenza e negligenza” come si legge nella perizia redatta dal medico legale Antonello Cirnelli.

“Ci è stato detto – raccontano i genitori  – che l’esame del sangue avrebbe consentito la semplice verifica dei valori mancanti (sodio, potassio, magnesio). Davide era un ragazzo giovane, sano, in forma. Una visita più accurata e, appunto, un semplice esame del sangue avrebbero potuto agevolmente suggerire la corretta diagnosi, anche in relazione agli altri evidenti sintomi che provava, come il mal di testa e il vomito. A quel punto, una semplice somministrazione delle sostanze carenti gli avrebbe potuto salvare la vita”.

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