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lunedì, 6 Febbraio 2023

Danze caraibiche: le origini

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Con il termine di danze caraibiche s’intendono quei balli di coppia che hanno origini lontane. Tracciamo quindi una breve panoramica della loro storia per poterne poi successivamente studiare le peculiarità specifiche dei vari balli.

Si parla di origini ispaniche risalendo al periodo immediatamente seguente alla scoperta dell’America nel 1492 quando Cuba subì il processo di colonizzazione da parte dei nuovi venuti. Gli Indios, popolazione nativa del posto in un arco di circa cinquant’anni fu dimezzata e inizialmente furono andalusi, castilliani, navarri, baschi e abitanti delle isole Canarie a dominare. Tra il XVIII e il XIX secolo invece, giunsero nell’isola un gran numero di asturiani, catalani e galiziani. Cuba rimase colonia spagnola per 400 anni fino alla guerra d’indipendenza che durò dal 1868 al 1898. La religione cattolica introdotta qui dagli spagnoli portò con sé anche un tipo di musica legata al culto e porterà con il tempo anche alla formazione accademica dei musicisti a Cuba. La cultura musicale ispanica portò sull’isola strumenti a corda pizzicata, ma la musica cubana ebbe poi inizio alla fine del 1700. Altra ipotesi molto accreditata è quella che lega le origini delle danza caraibiche ad un contesto africano. La scomparsa degli Indios  nei primi decenni della conquista spagnola portò all’inserimento di nuova forza lavoro a Cuba che consisteva in schiavi neri. Tra i gruppi etnici africani che popolarono il territorio cubano, quelli che ebbero maggiore diffusione furono quelle di Yoruba. La musica di questi ultimi è rimasta conservata nella regione occidentale di Cuba e precisamente nelle città dell’Avana e Matanzas. Nacquero anche delle specie di società di soccorso in cui questi schiavi si riunivano e che furono denominate: los cabildos. Qui si svolgevano preghiere collettive e feste che permisero di conservare queste tradizioni del loro Paese d’origine. Nella giornate del 6 gennaio, Epifania, questi gruppi uscivano in strada ballando e suonando, ma mascheravano le loro divinità africane presentandole come santi cristiani. La fusione tra i ritmi di provenienza africana e la tradizione spagnola contribuì alla nascita di questa forma religiosa chiamata, Santeria che anche evolvendosi mantenne intatti gli strumenti delle divinità africane. Tra i generi musicali provenienti dalla cultura africana, il più importante è senz’altro la Rumba che nacque con la fine della schiavitù nel 1886 andando a incarnare un tipo di festa collettiva che si avvaleva di strumenti quali: la tavola laterale di una vetrina o un cassetto vuoto capovolto.

Mescolando le identità dei tre continenti presi in considerazione sarebbero dunque nate le danze caraibiche, con il cui termine s’intendono tutti i balli nati nell’area geografica “caraibica”. Sono comprese in questo gruppo: salsa cubanasalsa portoricana; merengue e bachata.

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