Cuba and the cameraman, 45 anni di storia della Revolution Struggente ritratto sociale e politico della Cuba socialista costruita da Fidel Castro

Cuba and the cameraman
Copertina Docu-film Netflix

Cuba è un mondo a sé stante. Lo è anche il racconto della nascita del regime dittatoriale filo-socialista di Fidel Castro. Jon Alpert ha raccontato le storie di Cuba dal 1975 al 2016, oggi in esclusiva su Netflix.

Cuba and the cameraman, 45 anni di storia della Revolution

Non confondiamoci, questo non è un viaggio. E’ una vera e propria bomba a mano che scoppia nelle coscienze. Cuba and the cameraman è un docu-film, principalmente, dal 2017 disponibile su Netflix. E’ uno struggente, e forse raccapricciante, racconto con immagini esclusive degli anni più duri della Revolution che ha fatto la storia.

Il genio di Jon Alpert che a più riprese si reca a Cuba dal 1975 fino al 2016. Racconta l’economia, la società, la semplicità della vita nell’isola e nelle campagne cubane. Nel corso del film vengono, infatti, mostrate le Cuba and the cameraman - Fidel Castrointerviste realizzate dal cameraman, spesso anche con la sua famiglia, agli abitanti locali. Si può toccare con mano il tracollo del sistema economico, la nascita dello Stato proprietario ed il declino causato dall’Embargo.

Grazie alla propria intraprendenza, e forse fortuna, Alpert riesce ad ingraziarsi niente poco di meno che Fidel Castro. Ne viene fuori il ritratto di un uomo attraverso immagini ed interviste esclusive al dittatore. Probabilmente il “politico” più amato di tutti i tempi dai cubani. Alpert diviene in pratica il reporter privato di Fidel che, attraverso lui, parla al popolo americano rivolgendosi ai lavoratori americani. Un racconto dell’uomo politico e più umano di quanto ci si possa aspettare dal ’75 fino alla sua morte.

I durissimi anni dell’Embargo: la distruzione dell’economia

L’economia socialista era un pericolo per gli idealisti capitalisti. L’aperta ostilità verso Castro, che portò anche a diverse operazioni per rovesciarlo da parte degli Usa, consegnò, difatti, Cuba alla sfera Comunista. L’Urss inviava aiuti all’isola per sostenerne l’economia di Stato. Cuba riuscì così a sopravvivere all’embargo e Alpert stesso racconta di un Paese che si stava risollevando dalla miserie cui era stato costretto per un secolo intero.

Cuba and the cameraman 1La caduta del muro di Berlino e la disgregazione dell’Urss mette tutto in pericolo. Sono anni duri per la Revolution che, con l’embargo attivo e senza gli aiuti economici ed alimentari dalla Russia, inizia a soffrire e patire la fame. Monumentali nell’esperienza di Jon Alpert sono sicuramente due momenti: all’ingresso di un negozio alimentare (oggi diremo minimarket, nda) dove fino a pochi anni prima gli scaffali erano pieni di prodotti provenienti dalla Russia, non c’è più nulla. Solo zucchero e riso di produzione locale. Il pane, fatto col riso, poteva essere venduto per la sola quantità di una pagnotta a testa.

La seconda immagine che tocca il cuore è quella di quattro anziani fratelli, tutti contadini. Jon segue le loro vite e racconta i momenti in cui riuscivano a lavorare (tutti avevano abbondantemente superato i 70 anni ed alla fine del documentario rimarrà soltanto la sorella minore) fino al declino dei tempi dell’embargo ed alla nuova ripresa.

Un racconto struggente che tocca l’anima e che si conclude con i funerali di Fidel Castro nel novembre 2016.

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