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giovedì, 23 Settembre 2021

Cozze: dalla Sardegna il progetto green

Parte dalla Sardegna il progetto green che punta a dare nuova vita a scarti e parti non edibili delle cozze

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Le cozze sono un alimento molto amato, soprattutto nel sud Italia. Protagonista assoluta delle nostre spaghettate estive, di sauté e secondi sfiziosi, la cozza è uno dei pilastri della cucina mediterranea.

Ebbene, nonostante siano ottime da mangiare, le cozze sono difficili da smaltire. Grazie ad un progetto che prende vita in Sardegna, però, la parte non edibile di questo alimento potrebbe avere una seconda vita green.

Polpa, guscio e bisso: una seconda vita per scarti e parti non edibili delle cozze

Questo progetto improntato, quindi, sull’economia circolare punta a trasformare guscio e bisso delle cozze e dargli una nuova vita. Mobili, mangimi, tessuti: con questa innovazione, rifiuti potenzialmente dannosi per l’ecosistema costiero vengono valorizzati e trasformati.

Oltre agli scarti della polpa, utilizzati per i mangimi, e al guscio, utilizzato per lo più per la costruzione di mobili, si ricicla anche il bisso, il filamento utilizzato dalle cozze per attaccarsi a rocce o scafi. Essendo una fibra tessile, questo si utilizza per ricavare un tessuto già abbastanza diffuso nel Mediterraneo: la seta del mare.

I gusci delle cozze sono, infatti, costituiti da pietra calcarea, un materiale che non solo non è biodegradabile ma che ha anche lunghissimi tempi di smaltimento. Oltre alla parte non edibile delle cozze, il progetto sardo vorrebbe occuparsi anche dello smaltimento delle retine per allevare questa specie.

Cozze: una filiera green dal grande potenziale

La Fedagripesca-Confocoperative afferma che si tratta di una filiera green dal grande potenziale per il futuro dell’allevamento di questo mollusco. Con una produzione di circa 63 tonnellate, infatti, sono stati coperti i due terzi del fabbisogno comunitari per un giro d’affari di 10 milioni.

Non solo in Sardegna: progetti di questo genere stanno prendendo sempre più piede lungo tutta la penisola. Si guardi ad esempio alla Liguria, regione in cui la cooperazione è impegnata a salvare gli impianti di mitilicoltura del Golfo di La Spezia dalle orate, grandi appassionate di questo mitile.

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