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sabato, 3 Dicembre 2022

COVID-19, Neolaureati in piazza contro l’esame di Stato

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

La confusione provocata dal Covid-19 sta arrecando ancora danni. Stavolta sono giovani biologi a manifestare in piazza contro le ultime decisioni riguardo l’Esame di Stato che abilita alla professione.

Il cambiamento. Con il Decreto Ministeriale 57 del 29 aprile, il ministro Manfredi ha trasformato l’esame di Stato in un’unica prova orale da svolgere in via telematica. Questo per permettere di svolgere l’esame in sicurezza, secondo le disposizioni emanate con l’emergenza Covid.

La prova fino ad oggi, era divisa in tre momenti. Un esame scritto e un esame orale su tutte le materie del campo: biologia, chimica, genetica. Infine una parte pratica dove il biologo deve dimostrare di avere le competenze necessarie allo svolgimento  della professione. Il tutto poteva durare anche qualche mese.

 Il prezzo per sostenere l’esame può raggiungere anche i 400 euro, a seconda dell’ateneo.

La protesta. Ieri alle 15 un comitato di circa 7000 biologi,psicologi e farmacisti hanno manifestato a piazza Montecitorio a Roma. I giovani hanno annunciato che continueranno le manifestazioni nelle altre città italiane. A Salerno è previsto per oggi un sit-in sotto  la sede dell’Ordine dei Farmacisti in via Mobilio.

La nuova modalità è assurda. Verremo giudicati sulla base di un unico colloquio a distanza dove comunque tratteremo tutte le materie canoniche.- Ci dice una giovane neolaureata in biologia. -E’ incredibile!  Già pagare  per l’esame in questo momento di difficoltà è tanto! Poi nel caso ci sia qualche problema di connessione e per questo si venga bocciati, non essere neanche rimborsati è il colmo.-

Infatti su alcuni bandi viene specificato che se dovessero verificarsi problemi di connessione, sarà la commissione a valutare la promozione/bocciatura del candidato.

 “Ci sentiamo presi in giro dalla politica e non considerati da chi dovrebbe rappresentarci. Non siamo dei ragazzini, e non staremo in silenzio a farci trattare in questa maniera”. Scrivono in una lettera inviata ai media.

La discriminazione. I giovani si sentono sanitari di serie B” rispetto a medici e infermieri. Il DL Cura Italia infatti aveva previsto che i medici e gli infermieri potessero abilitarsi alla professione semplicemente sulla base della valutazione del tirocinio e del titolo di studio.

 Non possiamo dimenticare il grande lavoro svolto dagli psicologi, dai biologi e dai farmacisti. Anche loro in questo momento difficile hanno dovuto pagare in termini personali di vite umane.  Anche loro hanno svolto un ruolo importante durante l’emergenza Covid. Basti pensare ai biologi che hanno esaminato i tamponi, ai farmacisti che si sono preoccupati di procurarsi dpi e farmaci e agli psicologi che hanno sostenuto le persone.

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