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lunedì, 26 Settembre 2022

Counting Crows: in Italia a novembre per due date

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Ilario Canonico
Collaboratore XXI Secolo. Dopo la laurea in sociologia all'Università di Napoli Federico II, si appassiona ai temi delle dinamiche organizzative e dei mercati globali, continuando così i suoi studi nel campo della comunicazione strategica e d’impresa. Da sempre grande viaggiatore, curioso esploratore del sottobosco cinematografico e musicale, lettore accanito.

La copertina del disco Somewhere Under Wonderland

I Counting Crows tornano a girare il mondo per presentare la loro ultima fatica dal titolo Somewhere Under Wonderland uscito lo scorso settembre. La band di San Francisco era lontana da un pò di tempo dalla scena musicale, da quell’ultimo Disco Underwater Sunshine (Or What We Did On Our Summer Vacation) pubblicato nell’aprile del 2012. Il tour Europeo è partito da Birmingham lo scorso primo novembre e attraverserà le principali città del vecchio continente. Per quanto riguarda l’Italia i Counting Crows saranno il prossimo 22 novembre al Gran Teatro Geox di Padova e il  prossimo 23 novembre  all’Alcatraz di Milano. Un tour molto sentito questo per il gruppo americano, d’altra parte Adam Duritz Leader della band non ha mai nascosto il suo amore per l’Europa.

I corvi si sono formati a San Francisco nel lontano 1991 e da quel momento sono stati costantemente al lavoro, Somewhere Under Wonderland è il loro settimo lavoro in studio. Quello che colpisce subito di questa band è il loro stile abbastanza unico sia per i testi che per la musica, infatti è facile riconoscere un disco dei Counting Crows in primo luogo a causa della voce di Adam Duritz che può essere malinconica e allo stesso tempo potente ma condita sempre da un timbro vocale molto particolare e in secondo luogo per la musica che può ricordare in alcuni pezzi il rock americano classico e il roots rock in altri ancora il country o il folk fino ad arrivare a sonorità pop-rock. Comunque generalmente definiamo i Counting Crows come un gruppo che sposa l’alternative rock, non a caso alcuni dei loro primi lavori come August and Everything After (1991) e Recovering the Satellites (1996) sono considerati come dischi di fondamentale importanza per la musica rock anni ’90 e in particolar modo il primo.

La copertina del disco August and Everything After

Fondamentalmente August and Everything After contiene tutta l’essenza dei Counting Crows dei primi tempi e si miscela non solo benissimo al panorama musicale di quell’epoca ma riesce al pari di altri grandi dischi di quei tempi a conservarsi ottimamente infatti ancora oggi molti dei primi brani del gruppo sono cantati dalle nuove generazioni. Ovviamente questo loro primo lavoro è, se mi lasciate passare il termine, meno mainstream rispetto ai lavori successivi. Con questo non voglio affermare che la band abbia perso oggi valore artistico ma solo che è gradualmente passata dall’accontentare un pubblico più di di nicchia, se cosi lo possiamo definire, all’ allargare i suoi orizzonti come è giusto che sia. Nonostante questo, questa incredibile band riesce sempre a sorprendere infatti Somewhere Under Wonderland non solo è un ottimo lavoro ma conserva tutto lo stile classico dei Counting Crows. L’album ha comunque riscosso i favori dei fans e della critica e colpisce sentire quelle sonorità folk-rock a cui i corvi ci hanno abituato scanditi da un clima musicale e vocale malinconico che rispetta in pieno la loro particolarità.

In definitiva per chi si trovasse in zona Padova o Milano nel mese di novembre dovrebbe proprio fare un salto ad ascoltare questa fantastica band dal vivo.

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