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domenica, 29 Gennaio 2023

The New MaxHao coronavirus o disinformazione endemica?

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Nella zona di Gianturco, presso Napoli, sorgono differenti centri commerciali cinesi. I più conosciuti sono Tnc Gold e Cina mercato, o il più giovane The New MaxHao centri commerciali particolarmente estesi che contano un elevato numero di attività commerciali al proprio interno. La particolarità di questi centri è che al loro interno si ha una mescolanza di etnie talmente elevata da risultare essere dei veri e propri centri commerciali multiculturali. Con la diffusione del coronavirus, quindi, si è diffuso anche uno stato di allarmismo generale come prima reazione, che ha portato all’abbassamento delle attività economiche, tanto da destare preoccupazione per la vita economica degli stessi centri.

Presso via Emanuele Gianturco nasce però un ulteriore centro commerciale Cinese, il The New MaxHao, nell’occhio del ciclone per quanto riguarda tale argomento, seppur ingiustificatamente.

Il centro infatti, già nell’occhio del ciclone per presunte irregolarità, risulta essere infatti al centro di una vera e propria ondata di disinformazione generale per quanto riguarda alcuni presunti casi di coronavirus.

Coronavirus a Napoli: disinformazione dilagante

Parlando di coronavirus, infatti, una nota testata giornalista si è occupata del caso di quindici cinesi tornati in Italia nella prima metà del mese di febbraio, i quali si sarebbero sottoposti ad una sorta di “autoquarantena“, richiedendo una struttura nella quale essere ospitati per restare in isolamento totale.

La testata prosegue la trattazione concentrando la propria attenzione su un punto fondamentale:

“Senza fare allarmismi, ma preoccupato dai pericoli di approdo del virus e dal crollo degli affari al Tnc ingrosso della Chinatown di Gianturco è stato lo stesso Sindacato Nazionale Cinese”. (ndr. fonte Il Mattino)

Nulla di strano, se non fosse stata utilizzata un’immagine completamente differente dal centro citato. L’articolo riporta infatti un’immagine del centro The New MaxHao, affatto inerente con l’argomento trattato e con la citazione effettuata.

Analizzando il caso da un punto di vista mediatico ci sorge un dubbio: l’immagine è stata utilizzata a causa della risonanza mediatica che sta avendo il caso del The New MaxHao, oppure si tratta di un vero e proprio caso di disinformazione?

La questione resta aperta, non è possibile rispondere, l’unico atto possibile è quello di sottolineare la gaffe effettuata dalla nota testata.

Intanto, da uno degli intervistati al The New MaxHao, da parte di un’altra testata giornalistica, questa volta locale (ndr. La Presse) giunge un messaggio di speranza e solidarietà, egli afferma che, seppur esistente, il problema risulta essere sotto controllo, per il quale risulta essere inutile sollevare sterili polveroni o ondate di disinformazione di massa.

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