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lunedì, 29 Novembre 2021

Corno rosso: Priapo, San Gennaro e Totò

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Con l’avvento del nuovo anno, una nota espressione di un napoletano d’adozione come Benedetto Croce può esser funzionale anche a  capire lo spirito meridionale, ovvero “non è vero ma ci credo“: la più idonea se parliamo del rapporto con uno dei simboli del folklore apotropaico, il corno rosso.

Le caratteristiche del corno sono una conformazione storta e attorcigliata con punta finale, colorato di rosso, vuoto all’interno e per i più scaramantici, in terracotta e rigorosamente dato in dono.

Il rapporto con l’immaginario folklorico napoletano però ha radici che affondano nella latinistas, correlato al culto del dio Priapo.

Il dio Priapo veniva solitamente rappresentato con le dimensioni ipertrofiche del membro virile maschile, indicante prosperità, fortuna e fertilità, spesso tinteggiato di rosso come il corno.

Nel mondo romano, come si evince anche dai Carmina Priapea aveva una propria denominazione, tintinnatabulum.

Tale oggetto con funzioni apotropaica veniva ubicato all’esterno delle abitazioni come si evince dalle testimonianze reperibili sia dalle raffigurazioni presso le domus degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano.

Ma la rilevanza del culto di Priapo emerge ancor più se si tiene conto dei numerosi cimeli fallici di tintinnatabulum presenti in una propria sezione presso il museo MANN di Napoli.

Tali manufatti erano realizzati in metallo o terracotta colorati di rosso oppure in corallo.

Al culto priapeo, però si correla anche l’influsso cristiano di matrice popolare in relazione al santo patrono di Napoli, San Gennaro

Infatti, il corno rosso successivamente venne associato al dito mignolo della mano destra di San Gennaro, perso in occasione del miracolo svolto in dell’eruzione vulcanica del Vesuvio nel 600′ per salvare la città di Napoli.

Col tempo ulteriori figure sono state associate dall’immaginario folklorico al corno rosso, come quella dello “scartellat”, il gobbo la cui escrescenza fisica già per i greci aveva valenza positiva.

A rendere maggiormente vivido l’emblema del corno hanno contribuito anche personalità della napoletanità pronti ad esibirlo come portafortuna o per allontanare il malocchio, basti pensare all’impiego performativo-attoriale fattone da Totò in numerosi film.

Ancora oggi la weltschaguun napoletana è legata alla simbologia del corno, basti pensare alla mole di turisti che nel centro storico di Napoli acquistano per familiari o sodali questo talismano per regalarlo.

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