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domenica, 2 Ottobre 2022

Cornetto, la colazione perfetta accompagnata dal caffè

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Ah la bellissima e meravigliosa Campania: la regione dove si può gustare un’eccellente pizza, un succulento piatto di pasta o un delizioso cibo per strada, il luogo in cui appena apri gli occhi nelle prime ore del mattino, ti svegli con l’intenso odore del caffè: l’illustre “tazzulella” di caffè, chi non l’ha mai assaggiata? Ma questo bicchierino è accompagnato da… uno squisito cornetto! Semplice, a crema o crema amarena, ripieni di cioccolato, i cornetti simboleggiano, insieme al caffè, la classica colazione partenopea.

Almeno in terra campana, sopravvivono tre genere diversi di cornetti:
cornetto all’ischitana
cornetto all’italiana
croissant (pasta a sfoglia)

Confrontando gli ingredienti dei differenti tipi, il primo elemento lampante è che il cornetto all’italiana si distingue dal croissant per la presenza dell’uovo nell’impasto; per questo particolare, il croissant valorizza maggiormente il sapore del ripieno, qualsiasi farcitura esso contenga. Inoltre, è da sottolineare che la ricetta del croissant è la stessa della pasta sfoglia: medesimi ingredienti, medesima consistenza.

La lievitazione di un cornetto necessita di un giorno completo a temperatura controllata, con la sua lavorazione che può arrivare anche ad una durata di 48 ore. Soltanto successivamente è possibile aggiungere il burro ed occorrono altre 24 ore per completare il processo. Esteriormente, tutte le svariate tipologie possono assomigliarsi ed avere un aspetto invitante, ma l’interno… beh è l’interno a stabilire il vero successo del croissant.

Per quanto riguarda il cornetto all’italiana, esistono innumerevoli varianti di farciture, tra cui quelle più gradite vi sono i cornetti ai cereali o integrali, adatti ad uno stile dietetico, ideale per chi ci tiene alla linea, ma non può rinunciare alla golosità di questa splendida pietanza. Il cornetto all’ischitana, invece, noto anche come cornetto ischitano, è la perfetta simbiosi tra il croissant francese ed il cornetto all’italiana: si parte dalla pasta sfoglia, per poi aggiungere l’impasto brioche. Al giorno d’oggi, esso è il cornetto più diffuso e apprezzato dai cittadini di Napoli. Il risultato finale è, quindi, leggero ma con più gusto, rispetto agli altri.

Le prime fonti, che testimoniano la repentina diffusione del cornetto in Italia, risalgono al 1638, durante i traffici commerciali tra la Repubblica veneziana e la città di Vienna. Sono numerosi gli individui i quali affermano che, il croissant francese sia stato originato prima del cornetto italiano, ma dietro questa tesi si occulta ben altro. Il croissant discende dall’epoca di Luigi XVI e Maria Antonietta d’Austria, precisamente nel 1770. Lo dimostra anche l’altra denominazione, che spesso e volentieri si sostituisce al termine croissant: “viennoiserie“, che identifica un prodotto da forno, lievitato a base di pasta sfoglia, originario di Vienna.

Il cornetto, in modo ufficiale, nasce nel 1838, con l’inaugurazione della “Boulangerie Viennoise” di Parigi. Successivamente, sulla penisola italiana, l’abilità dei panificatori e dei maestri fornai veneti consentì di scovare nuove tecniche e “marchingegni” per tentare di perfezionare l’originale ricetta austriaca. Almeno attualmente, il cornetto può essere farcito in svariati modi: seguendo i trend del momento, la versione farcita con crema di pistacchio è indubbiamente la più richiesta. In altri casi, la farcitura può assumere delle sembianze fantasiose: fragola e miele, caramello, pere e grappa, crema al caffè e rum e cioccolato. Allora? Che state aspettando? Vi aspetta una splendida colazione, ricca di bontà e squisitezza.

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