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lunedì, 3 Ottobre 2022

Convivenza da incubo, l’appello della Luciano

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

La convivenza forzata imposta dal coronavirus è un evento spesso spiacevole da un punto di vista psicologico. Molte sono le persone che hanno dovuto rimodellare i propri ritmi, adattando la propria vita alle nuove esigenze, si pensi a quelle persone che normalmente si trovano ad amministrare la propria vita domestica in funzione degli orari di lavoro propri ed altrui, le quali in questo periodo stanno vivendo un periodo di forte sconvolgimento.

Per molti, abituati ad uscire, interagire o vivere la propria vita all’aria aperta, questa situazione potrebbe risultare particolarmente incresciosa, il clima di tensione è tangibile e lo si prova a smorzare grazie alle varie iniziative ed i flash mob organizzati in tutt’Italia.

Ma frequentemente ci si dimentica dei più deboli, sottoposti non solo alle pressioni della nuova vita all’insegna dell’emergenza, quanto anche a quelle dei conviventi. Su questo tema si è espressa la Consigliera provinciale di Parità di Avellino Vincenza Luciano, rivolgendo la propria attenzione a tutte quelle donne che proprio presso le loro dimore sono vittime della violenza dei loro mariti.

Convivenza forzata, quando le mura domestiche sono il male peggiore.

La Luciano lancia un vero e proprio appello rivolto a tutti gli amministratori e a tutte le associazioni:

“La convivenza forzata per molte donne si sta rivelando un vero incubo. La situazione è davvero grave anche da noi in Irpinia. Solo in questa settimana tre donne si sono rivolte alla casa rifugio “Antonella Russo”, perché vittime di violenza da parte dei loro compagni, no mi correggo da parte dei loro aguzzini.

A causa dell’emergenza coronavirus sara’ impossibile ospitare, per rispettare i protocolli di sicurezza impartiti dal Governo, tutte le altre che in questo momento dovessero trovare il coraggio di ribellarsi. Chiedo a tutti gli amministratori irpini e alle associazioni che operano sul territorio di dare la disponibilità ad accogliere queste donne, presso loro strutture, queste sorelle per tutelarne l’incolumità. Nel frattempo il prefetto di Avellino, sua eccellenza Paola Speno, si è resa disponibile a convocare un tavolo tecnico.

Per favore aiutiamo a salvare la vita di queste donne. Lancio questo appello con tutte le mie forze. Diciamo anche in questo momento, con i fatti e non solo con le parole NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE”.

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