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lunedì, 3 Ottobre 2022

Contratti: accordo sul nuovo modello

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

É stato raggiunto l’accordo tra Confindustria, capitanata dal presidente Vincenzo Boccia e i rappresentanti delle tre grandi associazioni sindacali italiane Cisl, Uil e Cgil Annamaria Forlan, Carmelo Barbagallo e Susanna Camusso, in merito al nuovo modello contrattuale e alle relazioni industriali

Annunziato stamane, sarà siglato, salvo imprevisti da parte degli organismi sindacali dopo la consultazione, dopo il voto il 9 marzo.

Alla base del testo, il nuovo contratto parte dalla conferma dei due punti essenziali quali il livello contrattuale a base nazionale ed il livello a base territoriale-aziendale; mentre alla base del contratto vengono esposti anche i criteri per calcolare gli aumenti in base salariale.

A questi due parametri sono da aggiungersi due nuovi punti per ripartire il calcolo degli aumenti salariali: la Tec (Trattamento economico complessivo) e la Tem (Trattamento economico Minimo).

Altro accorgimento, stavolta rivolte alle imprese, è la misurazione della rappresentatività delle imprese.

Il nuovo contratto tende a difendere il lavoratore da contratti penalizzanti, stilati con gruppi di imprese, vere lobby che impongono ai lavoratori contratti sfavorevoli sul piano salariale, lavorativo e spesso senza il minimo rispetto per le norme contrattuali.

Per arginare tale fenomeno, si è applicata una norma che pone quindi i contratti con aziende o enti privati in deroga a quelli nazionali, senza accomunarli.

In tal modo Confindustria e Sindacati cercano di far fronte al fenomeno dei contratti-pirata, diffusissimo nel nostro paese.

Il documento definitivo si pone come rilancio delle relazioni aziendali e della contrattazione collettiva: l’obiettivo proposto non coinvolge solo una crescita dal basso, cioè coinvolgendo il lavoratore, ma in modo parallelo, anche la medesima azienda.

Le nuove relazioni industriali infatti, coinvolgono soprattutto aspetti anche extra-economici quali la  formazione e la crescita delle competenza del lavoratore, a cui dovrebbe rispondere una crescita di produttività  dell’azienda, giocando su una condivisa linea, economica ma anche sociale.

 

 

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