Continuano le violenze in Afghanistan

Violenze in Afghanistan

Continuano gli orrori in Afghanistan. Nella provincia di Ghor 15 viaggiatori a bordo di due veicoli sono stati uccisi a sangue freddo da uomini armati; si tratta di uomini probabilmente appartenenti a un comando di talebani. Tra le vittime accertate c’erano anche tre donne e un bambino.

Abdul Hai Khatibi, portavoce del governo di Ghor, ha raccontato come si sarebbe svolta la strage: “uomini armati hanno fermato due veicoli nel centro della città e costretto le persone che viaggiavano all’interno a scendere e mettersi in fila. Dopo di che hanno aperto il fuoco contro gli inermi civili e solo uno di essi è riuscito a scappare; gli altri sono stati sparati al petto e alla testa”.

Secondo il capo provinciale della polizia di Ghor, Fahim Qaiem, tutti gli indizi raccolti fin’ora condurrebbero ad una strage ordita dai talebani, nonostante l’area in cui è avvenuta è generalmente non soggetta alle violenze.

Terra di crimini insensati e soprattutto terra dei talebani, l’Afghanistan è da troppo tempo sotto i riflettori per quel che riguarda la cronaca nera. La violenza contro i civili si è verificata proprio lo stesso giorno in cui due donne finlandesi sono state uccise in un taxi da uomini armati su una moto nel grande crocevia dell’Afghanistan occidentale, Herat. Donne che si trovavano nel paese col solo scopo di portare aiuto e sostegno in quanto operatrici umanitarie della Christian Charity. Allo stesso tempo nel Nord, a Takhar, sei afghani sono stati brutalmente uccisi in un attentato suicida.

Nel rapporto semestrale delle vittime civili nel territorio afghano diffuso dall’Onu, si evidenzia un dato allarmante che riguarda l’aumento esponenziale della percentuale di civili uccisi, che solo nella prima metà del 2014 avrebbe sfiorato il 24%. Il termine militare per indicare questo genere di operazioni è ‘civilian casualties‘ ed esso si collega alla cattura e all’uccisione di civili inermi, che siano essi obiettivi mirati o casuali. Aumenta sempre di più dunque il numero dei feriti in combattimenti, uccisi con armi da fuoco o mediante attacchi suicidi con bombe artigianali: violenze e crimini perpetuati a spese della popolazione nelle aree sotto il diretto controllo dei talebani, che purtroppo diventano sempre più numerose.

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