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Consumatori eco-attivi: aumenta la sensibilità per l’ambiente

Secondo la ricerca internazionale #whocareswhodoes sulla sostenibilità ambientale, realizzata da GFK, i consumatori eco-attivi non sarebbero affatto spariti in pandemia. Il timore che il cambiamento climatico potesse passare in secondo piano per via dell’emergenza sanitaria è, tutto sommato, da ridimensionare.

La salvaguardia del pianeta resta un tema d’interesse per i consumatori di tutto il mondo: i brand non possono ignorarlo.

Una persona su cinque, a livello internazionale, ha smesso di acquistare determinati prodotti o di sostenere brand a causa del loro impatto negativo sull’ambiente e sulla società. I dati GFK confermano questa tendenza, dimostrando che la sensibilità in tema ambientale sia in crescita tra i consumatori.

Cambiano le abitudini per salvaguardare il pianeta

Nel 2020, in particolare, cresce il segmento dei consumatori eco-attivi, termine utilizzato per definire coloro che si sentono responsabili in prima persona per l’ambiente e che, per questo, stanno modificando le loro abitudini quotidiane.

A livello europeo i consumatori eco-active sono in una percentuale del 24%. Il paese più sensibile alle tematiche ambientali in Europa, secondo le stime, è la Germania con una percentuale del 38%. In Italia, invece, i consumatori sensibili all’ambiente sarebbero circa il 23%.

Chi sono i consumatori eco-attivi?

A differenza di ciò che si potrebbe immaginare, il segmento di consumatori particolarmente attenti all’impatto ambientale è abbastanza senior. I consumatori in età più avanzata godono di maggiori disponibilità economiche. Per questo, possono permettersi di investire maggiori risorse in prodotti a basso impatto ambientale.

Nonostante le generazioni più giovani abbiano una forte sensibilità in tema ambientale, le minori disponibilità economiche e l’incertezza riguardo il futuro li rendono restii a cambiare le loro abitudini in tema di consumi.

Secondo le previsioni di GFK, questo segmento di consumatori consapevoli arriverà a pesare il 40% del totale entro il 2025.

Il gap tra azioni ed intenzioni è ancora ampio: il 72% dei consumatori tende ad attribuire responsabilità maggiori in tema ambientale ad altri. A livello internazionale, il 66% dei consumatori dichiara di voler acquistare prodotti a basso impatto ambientale, ma solo il 20% acquista ponendo l’attenzione sul consumo di imballaggi in plastica.

 

 

Anna Borriello
Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.