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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Consiglio dei ministri: disegni di legge Scuola e Rai

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi per discutere i progetti di riforma riguardanti la Scuola e la Rai.

La parola chiave del disegno di legge scuola è ‘autonomia‘ e deve concretizzarsi nel raggiungimento dei seguenti obiettivi: porre fine allo scempio delle classi pollaio; aprire le scuole anche il pomeriggio; istituire una Carta del prof., con 400 euro, nel primo anno, per le spese culturali di ogni singolo insegnante (libri, teatro, concerti, mostre, sussidi audiovisivi e telematici).

Gli scatti di stipendio agli insegnanti: l’innovativa e rivoluzionaria idea degli scatti di stipendio per merito è stata accantonata. Gli scatti di stipendio degli insegnanti resteranno legati all’anzianità, come è sempre stato.

Assunzioni: il Consiglio dei ministri dovrà chiarire come il disegno di legge interverrà per le assunzioni dei docenti delle Graduatorie a esaurimento (ma non quelli delle graduatorie di istituto) e dei vincitori di concorso (ma non gli idonei). Il ministro Boschi conferma che le immissioni in ruolo procederanno “a partire dalle graduatorie a esaurimento e dai vincitori di concorso 2012” e  che sarà mantenuta la promessa del Governo Renzi di realizzare 150000 assunzioni dal primo Settembre. Inoltre, in molti si chiedono, come il Governo gestirà le decisione del Consiglio di Stato, di ammettere nelle graduatorie a esaurimento della scuola 3000 precari esclusi.

Scuole paritarie: dovrebbero essere concessi sgravi fiscali solo ai genitori che hanno figli iscritti nelle scuole del primo ciclo.

Riguardo il Progetto di legge Rai: il consiglio dei ministri avvierà la discussione sulla base di un documento in cui sono stati raccolti spunti e contributi dei ministeri competenti, dal Mef al Mise all’Istruzione, e di un gruppo di esperti di comunicazione, per redarre un ddl da discutere nelle prossime settimane.

Si vuole rendere la RAI un’azienda che esporta all’estero “fiction che raccontano l’Italia”. E’ necessario specializzare le tre reti nazionali, in questo modo: una rete generalista, una per l’innovazione, la sperimentazione ed i nuovi linguaggi e la terza a carattere culturale, e senza gli spot pubblicitari. La futura “azienda Rai”, sognata da Renzi, dovrà essere rappresentata da Manager capaci, dovranno essere scelte persone più che competenti. Ma la governance, che limiti il potere di veto del cda e quindi della politica, non è stata ben accolta da tutti. Infatti, Angelino Alfano ha già espresso il proprio dissenso sull’ipotesi di una riduzione del ruolo del Parlamento nell’indicazione del cda.

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