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venerdì, 12 Agosto 2022

Condomini, morosità in aumento

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Giovanna Castrovinci
24 anni , nata a Napoli, studia Lingue e Culture comparate presso L'università l'Orientale, è da sempre affascinata dalle culture, dai linguaggi, dalle tradizioni straniere. Interessata all'arte in tutte le sue forme, dalla poesia alla fotografia. Amante della musica, in particolar modo dei Queen e dei Rolling Stones.

Morosità in aumento. A dirlo è l’osservatorio di “Affitto assicurato”, la società specializzata nel rilascio di contratti a tutela delle obbligazioni derivanti da contratti di locazione, che ha stimato un aumento del +33% solo nel 2013. I ritardi delle spese risultano suddivise in maniera differente sulla penisola italiana: 40% al nord, 33% al centro, 27% al sud; dati che confermano quelli dell’Anaci, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, secondo cui ci sarebbe stata una una crescita del 22% della morosità per le spese condominiali su base nazionale, con punte al Sud del 30%, più del 20% nelle grandi città del nord, Milano e Torino e del 22% a Roma.

L’aumento della morosità non può che essere legato alle difficoltà delle famiglie italiane a gestire affitti e spese; negli anni precedenti, secondo il responsabile di Affitto Assicurato Claudio De Angelis, “si era assistito a un’impennata nella morosità sui canoni d’affitto, con un aumento, di conseguenza, delle procedure di sfratto, negli ultimi mesi abbiamo registrato una crescita decisa di richiesta per mancato pagamento delle spese condominiali”. Adesso, secondo De Angelis, il ritardo nelle spese “ha fatto crescere l’esigenza di maggiori garanzie da parte dei proprietari degli immobili locati, perché nel caso l’inquilino non paghi, l’amministratore provvede a riscuotere le spese condominiali dal condomino, ossia dal proprietario dell’appartamento locato. Quest’ultimo, soltanto in seguito, nella sua veste di locatore, potrà richiedere all’inquilino il rimborso della quota di spese posta dalla legge a suo carico”.

Stando alla riforma del condominio (legge 11 dicembre 2012 n. 220 recante “modifiche alla disciplina del condominio negli edifici” – ndr) il decreto ingiuntivo di pagamento deve essere richiesto dall’amministratore entro 6 mesi dalla chiusura del bilancio. L’aumento esponenziale della morosità e il seguente aumento della domanda di decreti ingiuntivi ha portato ad un inevitabile caos nei tribunali. Solitamente in un condominio colpito da morosità a farne le spese, nel caso in cui l’amministratore non abbia i fondi necessari, sono i condomini stessi, questo perché in caso contrario vengono tagliate le utenze non solo al condomino moroso bensì all’intero nucleo condominiale.

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