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martedì, 9 Agosto 2022

Condanna UE rifiuti: la Giunta Caldoro chiarisce

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Alessandro Bottone
Collaboratore XXI Secolo.

“Sento di estemporanee esternazioni che mistificano la realtà nel tentativo di difendere l’indifendibile. La condanna definitiva comminata ieri dalla Commissione Europea allo Stato per le violazioni della Regione Campania riguarda l’utilizzo dei fondi europei del POR 2000-2006 da parte delle Amministrazioni regionali che hanno governato in quegli anni. Tale utilizzo era vietato perché si era in procedura di infrazione e la violazione di tale divieto è stato, giustamente sanzionato.” Così l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano.

“Invece l’amministrazione Caldoro ha rispettato la legge ed il diritto comunitario e ha iniziato ad utilizzare i fondi comunitari del POR 2007-2013 solo dopo aver rimosso quelle cause della procedura di infrazione, approvando il piano regionale dei rifiuti urbani, quello degli speciali e quello delle bonifiche. E, soprattutto, solo dopo aver concordato con la Commissione Europea la ripresa degli investimenti attuando concretamente, attraverso interventi ed opere quanto contenuto nei piani. Questa è l’unica verità. Il resto è sterile polemica accompagnata da maldestri tentativi di mascherare responsabilità grandi almeno quanto le piramidi di rifiuti imballati lasciate in eredità nel 2010”, conclude Romano.

In una nota successiva Palazzo Santa Lucia ha fatto sapere che “Lunedì la Giunta regionale della Campania formalizzerà l’avvio della procedura per individuare responsabilità a seguito delle decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea. La procedura riguarderà gli anni che sono indicati dalla stessa Corte come quelli oggetto di inadempienze, e quindi le amministrazione allora in carica e le strutture anche commissariali preposte alla gestione dei rifiuti in Campania”.

Marco Nonno, Vice-Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, ha così commentato la questione: “La Corte di Giustizia europea ha respinto il ricorso dell’Italia e confermato la decisione della Commissione Ue di rifiutare il pagamento dei fondi comunitari per la gestione dei rifiuti in Campania. Oltre 46 milioni di euro la multa che viene applicata. Secondo quanto emerso – incalza Nonno – gli interventi per la realizzazione del piano rifiuti del 2000 avevano dato luogo ad un esborso di 93 milioni di euro circa di cui il 50% cofinanziato con i Fondi strutturali. Emergono finalmente le gravissime responsabilità politiche e gestionali di Antonio Bassolino e dei suoi fedelissimi. In Italia e in Campania, però, nessuna condanna c’è stata per lo scempio politico, economico, sanitario e ambientale dei rifiuti, se non quella del sottoscritto che, incredibilmente, è finito sotto accusa per l’ipotesi di concorso in devastazione solo per aver impedito che venisse riaperta la storica discarica dei Pisani a Pianura. La nostra lotta per difendere Pianura dai poteri forti, dalle ecomafie, dai politicanti legati nel nostro martoriato quartiere alla criminalità organizzata, si è ritrovata, in maniera assurda e paradossale, sotto processo. Il tutto mentre Bassolino & Co. solo grazie all’Ue sono stati redarguiti per aver determinato pesantissime conseguenze sulla Campania e l’Italia”, ha così concluso.

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