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domenica, 2 Ottobre 2022

Concorso in Magistratura: confermate le date

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Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Il presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Riccardo Virgilio, con decreto monocratico ha sospeso lordinanza del 6 Giugno 2014 n.2563 emessa Tar del Lazio e confermato dunque lo svolgimento del Concorso in Magistratura secondo la procedura concorsuale stabilita dal D.M. del 30 Ottobre 2013.

Appena tre giorni fa il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso presentato da un giovane abruzzese affetto da grave disfunzione renale, aveva annullato lo svolgimento delle prove scritte dell’imminente concorso in Magistratura (previste per il prossimo 25, 26 e 27 Giugno 2014 a Roma – ndr) in quanto il calendario delle prove, fissate in tre giorni consecutivi, non consentiva al candidato di prendere parte al concorso dovendo egli effettuare una seduta di dialisi a giorni alterni presso una struttura ospedaliera dell’Emilia Romagna. La notizia di un possibile rinvio del concorso al prossimo autunno ha creato subito il panico tra gli oltre 20mila concorrenti, che dopo mesi di studio si sono ritrovati di fronte alla probabilità di dover trascorrere le intere vacanze estive a completare la propria preparazione in vista dello svolgimento delle prove concorsuali.

Tuttavia Riccardo Virgilio, presidente aggiunto del Consiglio di Stato, con il decreto del 9 Giugno 2014 n.2435 ha posto fine al dramma dei numerosissimi aspiranti magistrati confermando lo svolgimento delle prove scritte nelle date originariamente individuate, risultando impossibile giungere ad una decisione collegiale prima delle date in questione. Per ora dunque, nonostante la legge n.68 del 12 Marzo 1999 che garantisce la possibilità di poter partecipare a qualsiasi concorso pubblico a persone affette da disabilità, vince l’interesse collettivo allo svolgimento del concorso piuttosto che l’interesse del singolo a prendervi parte. Risulta probabile che la decisione del Consiglio di Stato di sospendere l’ordinanza del Tar del Lazio si basi su un’interpretazione rigida degli artt. 4 e 20 della legge n.104 del 5 Febbraio 1992 che impone «ai candidati di dichiarare nella domanda se, nel caso in cui siano portatori di handicap, abbiano l’esigenza (…) di essere assistiti durante le prove scritte, indicando, in caso affermativo, l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonché l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi» che così impostata non prevede alcuna modalità alternativa di svolgimento delle prove concorsuali ma la sola messa a disposizione di particolari ausili.

Nonostante il lieto fine della vicenda per i 20.787 candidati, meno uno, diventa ora possibile, seppur improbabile, che in seguito allo svolgimento delle prove il Consiglio di Stato, chiamato a decidere in merito, smentisca il proprio provvedimento monocratico d’urgenza con conseguente annullamento postumo del concorso.

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