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lunedì, 3 Ottobre 2022

La Concordia torna al porto di Genova

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Francesca Fichera
Laureata in Lingue per la Comunicazione e Cooperazione Internazionale. Le sue passioni sono la letteratura, l'arte e la politica.

È giunta al termine l’operazione di recupero del relitto della Costa Concordia cominciata tra le 5 e le 6 di ieri mattina: la nave è entrata, non senza difficoltà, nel porto di Prà-Voltri a Genova tirata da poppa dai rimorchiatori oceanici Svezia e Spagna e mantenuta a prua da quelli Messico e Norvegia. A condurre il relitto a Genova, il salvage master Nick Sloane ed altri ufficiali seduti in control room assieme all’amministratore delegato della Costa Crociere Michael Thamm, che all’alba ha voluto salutare e ringraziare di persona gli ufficiali per poi lasciare la nave a bordo di una pilotina.

Nel corso dell’operazione, il vento di tramontana a 15/20 nodi ha provocato un rallentamento nello sganciamento del rimorchiatore oceanico Blizzard mentre la Concordia era a due miglia di distanza dalla diga foranea di Prà: a ravvisare la criticità è stato non soltanto il capo della protezione civile Franco Gabrielli ma anche lo stesso Sloane e il capo-pilota del porto di Genova Giovanni Lettich, che dalla Roc (Remote Operation Center – ndr) presente sul ponte più elevato della nave hanno disposto di proseguire con la massima cautela nel gestire il trasferimento del gigante di 72.500 tonnellate attraverso le ristrette strisce d’acqua fra la diga e il terminal. Ma i ritardi non solo potevano essere visti come un problema: “la Concordia non è un treno che deve arrivare a una certa ora – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti – tutto va come previsto”. Anche per l’amministratore delegato della Costa Crociere Michael Tamm non vi erano dubbi in merito: nel corso della conferenza stampa presso il Vte di Voltri ha infatti ribadito l’estrema competenza delle persone coinvolte, senza tralasciare quanto sia imprescindibile che episodi come quello del Giglio non si verifichino mai più. I rischi di inquinamento paventati dai francesi sono stati scongiurati mediante accorte precauzioni: “un successo dal punto di vista ambientale – ha tenuto a precisare sempre Galletti – a mezzanotte abbiamo fatto le ultime analisi, non ci sono sversamenti e non c’è stato inquinamento”.

La manovra di ‘evoluzione’ del relitto della Concordia, indispensabile per consentire l’ingresso della nave nel porto, è a ogni modo durata due ore: il rimorchiatore Blizzard, trainata la Concordia dall’Isola del Giglio a Genova, è stato sganciato per cedere il passo al più potente Messico, agganciato a prua della nave. La Concordia, trasportata dai rimorchiatori di Genova grazie ai cassoni che ne hanno garantito nuovamente il galleggiamento, è entrata alla velocità di 0.3 nodi nel bacino di Prà-Voltri verso le 12.30: qui è stata poi finalmente ormeggiata alle 18 bitte installate ad hoc per garantirne la messa in sicurezza, ma non prima di aver salutato la città levando l’ultimo urlo della sua sirena. Ad aspettarla al porto, il Ministro Galletti, il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e il Presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo, insieme col premier Matteo Renzi il quale, nell’assistere all’attracco, si è sì pronunciato positivamente circa l’intero svolgimento dell’operazione, ma ha anche chiarito che “oggi non è certo il giorno del lieto fine. Non si può essere felici con 33 morti, il trentatreesimo nel gennaio di quest’anno. Oggi è un giorno di ricordo delle vittime e di gratitudine verso gli abitanti del Giglio”.

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