Concerti in ristrutturazione, succede a Newcastle Il mondo della musica dal vivo si ingegna per una ripartenza in sicurezza

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Il mondo musicale inglese si attrezza per far ripartire i concerti in sicurezza. Si tenta così l’ennesimo esperimento, nel rispetto del distanziamento sociale.

A Newcastle si sta pensando di “ristrutturare” la Virgin Money Unity Arena con delle piattaforme sopraelevate su cui il pubblico potrà sistemarsi per godersi lo spettacolo, o più semplicemente delimitare le aree con delle catenelle. Una soluzione che pare essere un’ evoluzione del già sperimentato drive-in in concerto, in cui il pubblico era disposto nelle proprie auto. Inutile dire che in tal modo si andava però ad annullare l’atmosfera tipica di un concerto, si è perciò trovata un’alternativa.

Da agosto l’arena, aperta dalla SSD Concerti, dovrebbe ospitare spettacoli di Libertines, Two Door Cinema Club e Supergrass. Lo spazio in cui tutto questo si svolgerà è in realtà un ippodromo, dalla portata di 20.000 posti sebbene comprensibilmente diminuiti a soli 2.500.

Carl Barât dei Libertines commenta questa scelta: “la soluzione è bella bizzarra, e dice molto di come vanno le cose. Siamo al punto in cui le persone devono stare sedute dentro una bolla per vedere un concerto, è assurdo. All’inizio non capivamo se e come poteva funzionare. Ma se è l’unico modo per far musica legalmente, allora siamo pronti”.

E’ un progetto basato sulla sicurezza dei cittadini su cui si sta riflettendo a partire da aprile. L’idea pare aver tenuto in considerazione ogni aspetto critico, arginando tutti i rischi che una manifestazione musicale tanto grande impone. Il pubblico potrà ordinare da mangiare e da bere all’ingresso, evitando assembramenti alle casse, i bagni chimici saranno inoltre igienizzati a seguito di ogni utilizzo. Ancora non è chiaro quanti saranno i biglietti ad essere riservati ad uno stesso spazio, consentendo agli amici di prendere parte allo spettacolo insieme.

Problematiche analoghe si ripresentano anche sul palco, dove si sta cercando di limitare il numero del personale lì presente. Probabilmente unicamente agli headliner sarà data la possibilità di avere la formazione al completo, gli altri invece dovranno accontentarsi del solo set acustico. Altra precauzione riguarda i camerini degli artisti, singoli per ognuno.

Tuttavia pure il ritorno economico non sarà equiparabile ai concerti pre-Covid, ma fortunatamente ci si è accordati favorevolmente sui prezzi dei cachet dei musicisti, ottenendo degli sconti anche su luci e bagni chimici. Un compromesso bello e buono che si è disposti a fare in nome della musica dal vivo.

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Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

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