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Orgoglio nazionale?

Missione compiuta, sesta vittoria di fila per la nazionale italiana di calcio di Roberto Mancini, che inanella un’altro risultato pieno, e ottiene il record di successi consecutivi dell’Italia per quanto riguarda un girone di qualificazione europea. Certo, gli avversari non sono stati irresistibili e le ultime vittorie non sono apparse schiaccianti; i risultati però sono sempre stati i referenti più affidabili, a dispetto delle prestazioni e il modo con i quali si ottengono viene spesso dimenticato quando si guardano le classifiche. Finlandia (2 volte), Bosnia, Grecia, Liechtenstein e Armenia, le squadre vittime degli azzurri che da ora in poi dovranno preoccuparsi di agguantare il secondo posto del girone, ora che virtualmente la nostra selezione ha ipotecato il primo gradino del podio. Le vittorie, anche le più semplici, si devono sempre conquistare e nulla nel calcio è scontato, ma nonostante tutto, la modestia delle formazioni battute e alcune decisioni arbitrali che ci hanno favorito, inducono a chiederci se è vera gloria la marcia spedita sulla strada della manifestazione continentale del prossimo anno. Il “Mancio” accettando l’incarico si è imposto una sfida niente affatto semplice, vista la carenza di talenti “patrii” e i risultati catastrofici delle ultime gestioni; certo, difficilmente potrà fare peggio del suo predecessore -Ventura non è andato ai mondiali- ma riportare il nostro calcio agli antichi fasti sarà un’impresa impossibile se non nasceranno nuovi Totti, Cannavaro, Vieri, Del Piero, Nesta, Pirlo e company. I Commissari Tecnici non hanno la bacchetta magica e il loro potere sembra declassarsi ogni anno di più, contrariamente a quanto succede alle società, sempre più autorevoli nel dialogo con federazione e selezionatore. Ecco dunque che basta un lieve infortunio affinchè i calciatori lascino i ritiri e tornino a disposizione dei club di appartenenza e non sia mai che i giocatori si infortunino durante i raduni delle nazionali: polemiche a non finire. Tornando al calcio giocato, le altre due nazioni che stanno a punteggio pieno, in queste qualifiche, sono Belgio e Spagna pur’esse a diciotto punti e protagoniste di gironi fin qui perfetti. Fra tutte, la più quotata è il Belgio che si trova al primo posto del ranking FIFA, davanti a compagini di grande tradizione come la stessa Francia campione del mondo in carica (terza), Brasile (seconda), Spagna (nona) e Argentina (decima). I detentori del titolo europeo del Portogallo occupano il sesto posto mentre la squadra azzurra è relegata ad una desolante sedicesima posizione, dietro a nazioni che hanno poca o nessuna tradizione calcistica, come possono essere Svizzera, Danimarca e Messico.