Perché così poche coppie scelgono anche il cognome materno? Tra tradizione, identità e cambiamento culturale
Il cognome materno è una possibilità, ma resta una scelta rara
Il cognome materno è entrato nel dibattito pubblico italiano come simbolo di pari dignità tra madre e padre. Dopo la storica decisione della Corte Costituzionale del 2022, i genitori possono attribuire ai figli il cognome di entrambi oppure scegliere quello della madre o del padre di comune accordo. Nonostante questo cambiamento, il cognome materno continua a essere poco utilizzato e la maggior parte delle coppie mantiene la tradizione del solo cognome paterno.
La domanda, quindi, sorge spontanea: se oggi la legge offre più libertà, perché così poche famiglie scelgono di dare ai figli anche il cognome della madre?
Cognome materno: Una tradizione lunga secoli continua a influenzare le scelte
Per comprendere questo fenomeno bisogna guardare alla storia. In Italia il cognome paterno è stato per secoli il simbolo della continuità familiare e della discendenza. Il cognome rappresentava il casato, il patrimonio e l’appartenenza a una determinata famiglia.
Anche se la società è profondamente cambiata, questa consuetudine continua a esercitare un forte peso culturale. Molte coppie scelgono il cognome del padre non per una convinzione ideologica, ma perché lo considerano il percorso più naturale, quello che hanno sempre visto nelle loro famiglie.
Le abitudini sociali, infatti, cambiano molto più lentamente delle leggi.
La svolta della Corte Costituzionale
Nel 2022 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l’attribuzione automatica del solo cognome paterno, stabilendo che il figlio debba ricevere, salvo diverso accordo dei genitori, entrambi i cognomi nell’ordine concordato dalla coppia.
La decisione ha segnato una svolta importante nel diritto di famiglia italiano. Il principio affermato è quello della piena uguaglianza tra madre e padre nella trasmissione dell’identità familiare.
Per rendere pienamente operativo il nuovo sistema resta però necessario un intervento organico del Parlamento, chiamato a disciplinare aspetti pratici come la trasmissione dei cognomi nelle generazioni successive e le possibili situazioni di omonimia.
Perché molte coppie continuano a scegliere il solo cognome paterno
Le motivazioni sono numerose e spesso si intrecciano tra loro.
Molti genitori dichiarano di voler evitare complicazioni burocratiche o cognomi troppo lunghi. Altri ritengono che mantenere il cognome paterno garantisca una maggiore continuità familiare, soprattutto quando esistono tradizioni radicate.
In altri casi prevale semplicemente la forza dell’abitudine. Chi è cresciuto vedendo quasi esclusivamente persone con il cognome del padre tende a riprodurre lo stesso modello senza viverlo come una discriminazione.
Esiste poi un fattore emotivo: alcune famiglie preferiscono evitare discussioni su un tema percepito come delicato e optano per la soluzione considerata più semplice e condivisa.
Il cognome racconta anche l’identità
Il cognome non è soltanto un elemento anagrafico. Racchiude la storia familiare, le origini geografiche e il senso di appartenenza a una comunità.
Per questo motivo sempre più persone vedono nel doppio cognome un modo per valorizzare entrambe le linee familiari e riconoscere il contributo identitario sia della madre sia del padre.
In diversi Paesi europei e latinoamericani questa pratica è consolidata da molti anni e rappresenta una consuetudine sociale ormai diffusa.
Le nuove generazioni cambieranno questa tendenza?
È ancora presto per capire se il cognome materno diventerà una scelta più frequente. I primi dati disponibili mostrano che il cambiamento procede lentamente, ma il tema è sempre più presente nel dibattito pubblico.
Le giovani coppie affrontano la questione con maggiore consapevolezza rispetto al passato e molte considerano il cognome un simbolo di equilibrio all’interno della famiglia, più che una semplice formalità amministrativa.
Come accade spesso nei cambiamenti culturali, servirà tempo prima che una nuova possibilità giuridica si trasformi in un’abitudine condivisa.
Una scelta che racconta l’evoluzione della società
Il cognome materno non riguarda soltanto il diritto di famiglia. Riflette l’evoluzione dei rapporti tra uomini e donne, il riconoscimento della genitorialità condivisa e il modo in cui la società interpreta oggi il concetto di identità familiare.
Qualunque sia la decisione dei genitori, la vera novità è la libertà di poter scegliere. Ed è proprio questa possibilità, più ancora della preferenza per un cognome o per l’altro, a rappresentare uno dei cambiamenti più significativi nella cultura italiana degli ultimi anni.





