Cinema nell’era digitale. Parlamento Europeo punta su MEDIA

cinema

Il 15 maggio è stata varata una nuova strategia per il cinema europeo con l’obiettivo di promuovere la diversità culturale e la competitività nell’era digitale. Come risulta da un recente studio della Commissione europea sui comportamenti del pubblico, l’industria cinematografica europea non sfrutta appieno le potenzialità per raggiungere un nuovo pubblico o per valorizzare i partenariati transfrontalieri. Stando alle ultime stime infatti, i film europei costituiscono quasi due terzi delle uscite nelle sale, ma rappresentano solo un terzo dei biglietti venduti. Si denota inoltre che la maggior parte dei film europei è proiettata solo nel paese di produzione e solo raramente la distribuzione viene spinta oltre le frontiere di ciascuna nazione. La nuova strategia dell’UE dal titolo “Cinema europeo nell’era digitale”, firmata dalla Commissione europea, intende affrontare questa sfida ponendo l’accento sulla necessità di sfruttare al massimo le nuove forme di distribuzione per promuovere la diversità culturale e la competitività.

Androulla Vassiliou
Androulla Vassiliou

Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù dichiara che il miglioramento della distribuzione internazionale dei film europei è essenziale non solo dal punto di vista economico ma anche in termini di diversità, ricordando che questo è uno degli obiettivi del sottoprogramma “MEDIA” (acronimo di Mesures pour encourager le développement de l’industrie audiovisuelle – ndr) di Europa creativa 2014-20120, programma dedicato ai settori culturale, creativo e audiovisivo approvato dal Parlamento europeo.

Il documento di strategia stilato dalla Commissione, prevede che i finanziamenti pubblici si concentrino maggiormente sull’ampliamento del pubblico dei film europei, assicurino maggiore sostegno alle attività di sviluppo, promozione e distribuzione internazionale e che non vengano dedicati quasi esclusivamente alla produzione.
La Comunicazione raccomanda maggiore flessibilità e sperimentazione a proposito delle modalità e dei tempi di programmazione dei film, considerata la crescente popolarità del video on demand e del download. Ed è proprio questo il ruolo principale di MEDIA che nei prossimi sette anni sosterrà 2000 sale cinematografiche e 800 film europei, destinando la maggior parte dei finanziamenti a promuovere la distribuzione di tali prodotti al di fuori del loro paese d’origine.

La strategia è volta inoltre, a incoraggiare un nuovo processo di dialogo attraverso il Forum del cinema europeo, presentato proprio in questi giorni con una conferenza al Festival del cinema di Cannes, al fine di promuovere uno scambio di idee su come le politiche audiovisive nazionali, regionali e dell’UE possano meglio integrarsi a vicenda e rispondere a sfide quali la digitalizzazione e le difficoltà per le società cinematografiche di accedere a finanziamenti.

Tutto questo punta i riflettori su un dibattito molto acceso negli ultimi anni nell’ambito del cinema italiano oltrechè europeo, vittima di un notevole calo delle presenze in sala che non giova alle realtà cinematografiche consolidate e tantomeno alle nuove generazioni di registi che fanno sempre più fatica ad affermarsi e a volte a emergere. Che sia il digitale a riportare in auge la nostra amata ‘pellicola’?

Print Friendly, PDF & Email

more recommended stories