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venerdì, 12 Agosto 2022

Ciao Aldo Nigro

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Marco Tancredi
Collaboratore XXI Secolo. Nasce a Potenza il 23/07/1986. Formatosi dapprima a Potenza, decide di intraprendere gli studi universitari presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove, a conclusione dell'intero ciclo di studi ottiene il titolo di Dottore Magistrale in Politiche Sociali e del Territorio con il massimo dei voti dopo aver discusso una tesi sulla marginalità urbana e sociale con riferimento alle persone trans.

Attimi di grande commozione hanno caratterizzato il primo pomeriggio della IV Municipalità di Napoli, sita in Via Emanuele Gianturco, dove, dalle ore 13 si è tenuta la cerimonia di intitolazione della Sala Matrimoni ad Aldo Nigro, ufficiale dello Stato Civile che ha perso la vita lo scorso 12 Febbraio in via Ausilio, in seguito ad un tragico incidente stradale che lo ha strappato dall’affetto dei familiari, di tutti i suoi colleghi e di quanti hanno avuto l’opportunità di conoscerlo.

Presidente Armando Coppola
Presidente Armando Coppola

«É un atto di affetto dovuto per una persona che ha dedicato la sua vita alla Circoscrizione di Poggioreale e ne ha fatto la storia» – ha dichiarato il Presidente della IV Municipalità Armando Coppola – «É stimato da tutti, sia dai suoi colleghi che da tutte le forze politiche». Sentire il presente nelle parole del Presidente fa capire quanto la figura di Aldo fosse legata non solo ad una persona, ma a tutti coloro che gli erano accanto. É lo stesso Presidente a confermarlo dicendo: “Quando penso ad Aldo non penso mai soltanto a lui ma a tutta la sua famiglia e ai suoi amici più stretti”.

Amici di Aldo
Amici di Aldo

Tante le persone e i colleghi presenti alla celebrazione dell’uomo ‘tutto d’un pezzo’. Così lo ha definito una sua collega ed amica, Maria Perasole, che, di lui, ci ha detto: «aiutava tutti, soprattutto noi dell’ufficio, sia a livello lavorativo che a livello personale. Ci dava dei consigli».  Michele D’Auria, altro suo collega, dice: «Aldo è un grande amico e un grande collega. Un amico semplice, un amico di cuore. Avevamo un rapporto molto confidenziale, scherzavamo spesso insieme, anche sul lavoro. Mi manca». A conferma di ciò, Rosa Carmela Napolitano ha voluto fortemente raccontarci quanto Aldo fosse una presenza importante all’interno di quella Circoscrizione: «Andavamo d’accordo non solo dal punto di vista lavorativo ma anche e soprattutto dal punto di vista umano». É la commozione a far da padrona anche nelle parole di Eugenio Petriccione che, per primo e per caso, trovò sulla strada il corpo di Aldo, subito dopo l’incidente. Ci racconta che fu proprio lui a diffondere la notizia della sua scomparsa: «con Aldo abbiamo lavorato sempre gomito a gomito, mi ha insegnato tante cose… Era tutto per noi… Come ufficiale dello Stato Civile il Comune di Napoli ha perso veramente un pezzo importante del mosaico perchè, oltre ad avere tanti anni di esperienza, era uno dei migliori». Anche Lea Di Lucchio, un’amica, ci fa capire quanto, quella di Aldo fosse una presenza molto importante: «Lui c’era sempre, per tutti. Aveva sempre il sorriso sotto a quei baffoni simpatici. Il suo ricordo è inciso nel cuore e nella mente di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.»

Targa
Targa

Presente anche la famiglia di Aldo, la moglie Rosalba Amodio, e i suoi tre figli, Ornella, Renato e Arianna, certamente straziati dal dolore per aver perso quello che il figlio Renato ha definito “non solo un padre ma il mio migliore amico”, ma confortati, forse, dal grande affetto e dalla stima che tantissime persone nutrono nei suoi confronti. Sulla targa, a lui dedicata dalla famiglia si legge “Le persone speciali arrivano in punta di piedi; ma quanto rumore nell’anima quando se ne vanno…”

Ma a ricordare Aldo Nigro non sono stati solo i colleghi ed amici. Anche se attraverso la voce di altre persone, infatti, la sua famiglia ha voluto omaggiare la sua memoria portando all’ascolto dei presenti un piccolo pensiero, letto dagli amici e dal Presidente Coppola perchè per loro era troppo difficile mantenere la voce ferma. Un estratto del pensiero di Ornella dice: “Mi hai insegnato a non soffrire ma a reagire! A non dimenticare ma a ricordare per non sbagliare! Ad una cosa non hai pensato: a non farmi mancare te ma so perchè, perchè tu sei e vivi dentro di me!”; Renato, invece, scrive: «Sono tanti gli istanti eterni che per sempre mi legheranno a te papà, e per sempre legheranno il nostro rapporto… Mi manchi e non c’è attimo in cui tu non sfiori la mia mente»; Arianna: «Mi stringo a te papà… Tienimi la mano… Sei stato e sarai sempre la mia luce»; Rosalba, moglie di Aldo, scrive: «Il tuo amore è stato per me un patrimonio inestimabile. Non smetterò di amarti mai».

Dopo l’avvenuta benedizione della targa ad opera del parroco, Pietro Condemi ha letto un pezzo di un pensiero scritto per l’amico scomparso, lo stesso che ha letto in Consiglio il giorno in cui c’è stata l’approvazione della intitolazione: “Un legame profondo con la famiglia, con il lavoro, con il quartiere. Una presenza familiare, una emblematica figura, simile ad un comandante di stazione, con un’unica missione: aiutare, proteggere, sostenere e garantire con la sua presenza. Una missione racchiusa nella fermezza dei propri doveri… Lui non rappresenta un ricordo ma un pezzo della vita di ognuno di noi che ha avuto la fortuna di conoscerlo. Ogni giorno si sta sugli alberi come le foglie in autunno, così un giorno quella foglia, ancora verde, è caduta sull’asfalto, il vento l’ha portata via verso il cielo, il posto dove solo gli uomini giusti potranno andare”.

Ciao Aldo.

 

 

 

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