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domenica, 20 Giugno 2021

Chelsea: l’ascesa all’Olimpo del calcio

In una finale da cardiopalma, gli uomini di Tuchel disintegrano il tiki taka di Guardiola e si impossessano dello scettro d'Europa: i Blues ritornano campioni dopo nove anni di digiuno

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Passione, spirito di sacrificio e un’audacia incredibile: questi microscopici ingredienti si sono congiunti ed hanno consentito il coronamento di un sogno quasi impossibile. Come ci si sente a salire sul tetto d’Europa? Come ci si sente ad ascendere per una notte all’Olimpo calcistico, dimora degli dei di questo sport, luogo corrispondente all’idea di superiorità e di privilegio? Contro ogni pronostico, disintegrando ciascuna tipologia di previsione, il Chelsea di mister Tuchel annienta il Manchester City e viene incoronato campione d’Europa: al Do Dragão la finalissima tutta inglese dell’edizione 2020/2021 termina 1-0 a favore del club londinese.

Nonostante il conseguimento del titolo in patria e la vittoria di tutte le partite della competizione europea, sfuma il sogno Champions di Pep Guardiola, il quale perde il terzo scontro diretto con il tecnico tedesco. Alla vigilia del confronto, i Blues erano nettamente sfavoriti per il successo finale, ma, scesi in campo, non si lasciano intimidire e giocano una gara praticamente per-fet-ta: massima concentrazione, tanti nervi saldi, prudenza e temerarietà combinate, per generare una macchina indomabile. Un anno dopo la sconfitta con il Psg, Tuchel si guadagna la rivincita e raggiunge con il suo Chelsea il tetto d’Europa.

Manchester City-Chelsea: Tuchel annulla il tiki taka di Guardiola e i Blues trionfano 

<span;>Numerosi sono stati i confronti in stagione tra le due squadre, il bilancio era nettamente a favore dell’allenatore tedesco. Distruggendo qualsivoglia coincidenza, il Chelsea si aggiudica anche questa partita, quella più importante, la quale ha aggiudicato la regina d’Europa. Il club londinese imbavaglia il gioco dei Citizens, sfrutta il proprio cinismo e diventa campione dopo nove anni dall’ultima vittoria della “coppa dalla grandi orecchie”.

Fischiato il calcio d’inizio, gli uomini di Guardiola cominciano forte e spingono subito il piede sull’acceleratore, tentando di controllare la parità. Tuchel chiede ai suoi ragazzi di non farsi comprimere e di non abbassare eccessivamente il baricentro: il loro coraggio balza fuori e cominciano pian piano ad aggredire i propri avversari. A partire da questo momento, infatti, comincia la sfida vera e propria.

Il Chelsea gioca un’ottima partita di contenimento, per poi partire repentinamente in contropiede quando il City lasciare intere praterie libere. A tre minuti dalla fine del primo tempo, al 42′, difatti, emerge l’eleganza e la raffinatezza di Mason Mount, la sua verticalizzazione è apprezzata persino dai più “dandy“. Werner, poi, gli detta il passaggio sbagliato conducendo Stones lontano dalla difesa e permettendo a Kai Havertz di raggiungere la porta. La giovane stella tedesca brucia Zinchenko, dribbla Ederson e con la porta spalancata sigla l’1-0, la sua prima rete in questa competizione, la più pesante di tutta la sua carriera.

La favola dei Blues termina con un lieto fine

Per chi credeva che questa partita fosse fin troppo semplice per gli uomini di Pep, deve subito ricredersi. Il Chelsea non sbanda mai, nessuna sbavatura, una prestazione stratosferica, che consente alla squadra di ascendere al paradiso calcistico. Nel corso della gara, il tecnico spagnolo spera il tutto per tutto, ma la diga dei Blues è impenetrabile e alla fine il risultato resta invariato sino alla fine dei giochi. Orripilante harakiri del City, spettacolare trionfo del Chelsea. Il cielo di Porto si colora di blu, dall’alto precipitano una caterva di coriandoli, la favola dei Blues termina con uno dei lieto fine più romantici del calcio.

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